Aperti, ma vuoti: i ristoratori tornano in piazza per la 27esima iniziativa

Pronti 10mila licenziamenti che una delegazione di Tni Italia porterà a Roma

Aperti, ma vuoti: i ristoratori tornano
in piazza per la 27esima iniziativa da inizio pandemia

Aperti, ma vuoti: i ristoratori tornano in piazza per la 27esima iniziativa da inizio pandemia. Pronti 10mila licenziamenti che una delegazione di Tni Italia porterà a Roma mercoledì prossimo, 12 gennaio. La Penna (Tni Italia): “Siamo al disastro economico. Stiamo affrontando, di fatto, un nuovo lockdown e senza aiuti inizieranno a chiudere le aziende e fioccheranno i licenziamenti”. Assisi, 10 gennaio 2022 – Alberghi e ristoranti vuoti nel primo giorno di super green pass. Non mancano solo i non vaccinati, ma mancano i turisti e moltissime sono le famiglie bloccate a casa tra isolamenti e quarantene.


di Virgilio La Penna Tni Italia


Mediamente da oggi le imprese della ricettività e della ristorazione, stima Tni Italia, perderanno una nuova fetta del loro fatturato: un -30 per cento ulteriore che si va a sommare al -50 per cento perso da Natale in poi. “Siamo aperti, ma vuoti. Siamo affrontando, di fatto, un nuovo lockdown e senza aiuti inizieranno a chiudere le aziende e fioccheranno i licenziamenti. Solo i nostri associati hanno dichiarato 10mila esuberi.

Siamo al disastro economico. Per questo – annuncia Virgilio La Penna, coordinatore dell’Umbria di Tni Italia – torneremo a Roma, per un presidio. Ora basta, si sta distruggendo l’economia. Il Governo deve intervenire con misure urgenti. Porteremo in piazza i 10mila licenziamenti. Per noi fare sindacato vuol dire anche fermare ogni deputato e senatore per spiegare loro i problemi delle nostre imprese. Ed è quello che faremo”.

Le priorità per Tni Italia sono tre: cassa integrazione Covid, credito d’imposta per quegli imprenditori che hanno i locali in affitto e la moratoria sui finanziamenti. Il presidio si svolgerà mercoledì 12 gennaio, a partire dalle 12, in piazza dei Santi Apostoli a Roma. Visto l’alto numero di contagi, anche altre città stanno organizzando iniziative locali.

“Facciamo appello a tutto il mondo della ristorazione, ma anche a tutti quegli imprenditori colpiti dalla crisi, perché si uniscano a noi in questa battaglia”, è l’appello di La Penna, che ricorda come le imprese stiano sostenendo dei costi sempre più alti, dovuti in particolare ai rincari energetici.

Secondo lo studio della Cgia di Mestre, le aziende italiane pagheranno circa 40 miliardi di euro in più rispetto al 2019 solo per l’aumento delle tariffe elettriche. Nel giro di tre anni il costo dell’energia elettrica è raddoppiato. Tra le imprese più colpite la Cgia annovera alberghi, bar e ristoranti

2 Commenti

  1. E’ il risultato di chi ha difeso il green pass al suo esordio, godendo, in alcuni casi, anche della perdita di clienti che hanno scelto, come stabilisce la legge, di non farsi iniettare un farmaco sperimentale.
    Se vogliono ritrovare clienti e guadagni nmon gli rmane che scendere tutti in piazza e mandare il governo a casa. Altrimenti buone chiusure
    Si è sempre raccolto quello che si semina.

    • Condivido appieno. I tiranni son tali soprattutto se hanno a che fare con sudditi ultra divisi che non sono in grado di guardare oltre il proprio palmo di naso. A questo punto muoia Sansone con tutti i Filistei. Io ho già deciso: nessun collaborazionista da me riceverà più alcun obolo.

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