(umbriajournal.com by AKR) CASTIGLIONE DEL LAGO – Si è svolta a Porto il 17 e 18 agosto la prima Festa della Fagiolina del Trasimeno. Lo scopo della sagra era quello di far conoscere ed apprezzare le proprietà e il gusto di questo legume coltivato al Trasimeno e il risultato è andato oltre le più rosee previsioni. Gli organizzatori hanno calcolato nelle due serate oltre 1000 visitatori: «Abbiamo notato tanta curiosità – ha dichiarato Giorgio Fanfano, presidente del Consorzio della Fagiolina del Trasimeno – per un prodotto ancora non ben conosciuto e, con soddisfazione, abbiamo riscontrato un grande gradimento tra la gente che ha assaggiato la fagiolina in tanti piatti anche “innovativi” e originali. Ringrazio tutto lo staff della Sagra del Pesce che ci ha preceduto e ha collaborato alla buona riuscita della manifestazione che ripeteremo sicuramente nei prossimi anni. La Festa della Fagiolina dovrà essere un punto di partenza della promozione dei prodotti tipici del territorio. Grazie anche a Gabriele Calistri che con maestria ha curato tutte le ricette e ai soci del Consorzio che hanno curato l’organizzazione». Il menù delle serate è stato quasi integralmente a base di fagiolina, con interessanti variazioni sul tema e innovative sperimentazioni culinarie. Tanti i prodotti tipici del luogo si sono “sposati” con la fag
iolina: farro, formaggio, zafferano (con il coinvolgimento del Consorzio di Città della Pieve), olio extravergine, pesce persico, pancetta e addirittura gelato artigianale, seguendo tre percorsi principali: menù pesce, menù carne e menù vegetariano che hanno dimostrato il naturale eclettismo della “Vigna Unguicolata” (nome scientifico della fagiolina) sempre in abbinamento con il vino bianco e rosso del Trasimeno.
Il Presidio della Fagiolina, specifico dell’area del Lago Trasimeno, protagonista nella memoria e nella tradizione popolare, oggi conta più di venti soci produttori. «Stiamo lavorando con la Regione Umbria – conclude Fanfano – in stretta collaborazione con il Comune di Castiglione del Lago, per poter ottenere la certificazione del marchio o addirittura la DOP che potrebbe dare un ulteriore valore aggiunto a questo prodotto. Per questo è necessario che tutti i produttori e le associazioni di categoria siano uniti nell’intento e collaborino per il raggiungimento dell’obiettivo». (AKR)

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