4 cantine italiane su 10 sono in crisi, serve liquidità immediata

 
Chiama o scrivi in redazione


4 cantine italiane su 10 sono in crisi, serve liquidità immediata

4 cantine italiane su 10 sono in crisi, serve liquidità immediata

Quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrano un deciso calo dell’attività con un pericoloso allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone, dalla vigna al bicchiere. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sugli effetti dell’emergenza coronavirus in riferimento allo studio Mediobanca sul settore.

I più penalizzati e colpiti da questa emergenza – spiega Giampaolo Farchioni presidente della Coldiretti Perugia e membro nazionale della Consulta Vino di Coldiretti – sono stati i prodotti premium e i piccoli e medi produttori di vino, con la chiusura del canale horeca e dell’export che ha pesato su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy.

Da questa difficile e ancora incerta fase – sottolinea Farchioni – occorre trarre lo spunto per rafforzare l’impegno per ricercare nuovi spazi e soluzioni: da accordi strategici con i player delle vendite on line e del food delivery, a quelli con start-up del vino esperienziale, fino ai voucher eno-turistici e alla promozione dei vini eroici nei supermercati.

  • Iva agevolata per il vino e un credito di imposta

Iva agevolata per il vino e un credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid -19, moratoria commerciale sui dazi, sono alcune delle proposte formulate dalla Coldiretti che è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti.

  • sostenere

    con massicci investimenti pubblici

Ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che – sostiene il presidente Farchioni – rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non.

La nostra azienda esporta in oltre dieci paesi in tutto il mondo – afferma Ernesto Sportoletti produttore vitivinicolo di Spello – ma con il rallentamento dell’economia degli ultimi mesi il settore ha subito un colpo pesante, anche nel mercato interno con lo stop alla ristorazione e al turismo. Nell’attesa di un “rimbalzo” per lasciarci alle spalle questa fase, l’auspicio è anche quello di poter tornare ad ospitare come nel passato tutti gli enoturisti che affollano la nostra cantina, con visite e degustazioni che valorizzano la nostra attività e tutto il territorio.

Il settore vitivinicolo rappresenta al meglio la qualità delle produzioni agricole regionali: il vino umbro esportato all’estero nel 2019 valeva circa 35 milioni di euro, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat. La superficie vitata in Umbria ammonta circa a 13.000 ettari, con una dimensione media aziendale di poco superiore all’ettaro. 13 le DOC; 2 le DOCG; 6 le IGT.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*