Nei laboratori di Milano testata la difesa contro minacce Cbrn
Un cane robot capace di individuare minacce biologiche e chimiche prima ancora che gli operatori entrino in un’area pericolosa. È la nuova frontiera della sicurezza nelle emergenze complesse e porta il nome di Fiamma, il quadrupede tecnologico progettato per supportare i vigili del fuoco nelle situazioni più rischiose.
Il sistema rientra in un ampio progetto europeo dedicato alla gestione delle bioemergenze e dei rischi Cbrn – chimici, biologici, radiologici e nucleari – che coinvolge istituzioni scientifiche, sanitarie e operative. Tra i partner italiani figura anche l’ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento nella ricerca microbiologica e nelle emergenze infettive.
L’obiettivo è chiaro: rilevare rapidamente eventuali minacce, analizzarle e ridurre l’impatto sulla popolazione e sugli operatori di soccorso.
Tecnologia sul campo nelle emergenze più critiche
Lo scenario operativo immaginato dagli esperti è quello di un incendio in un’azienda dove vengono trattati microrganismi o sostanze biologiche sensibili. In queste circostanze il rischio non riguarda solo il fuoco, ma anche la possibile dispersione di agenti patogeni o tossine nell’ambiente.
Prima che i soccorritori entrino nell’area contaminata, viene inviato Fiamma, il cane robot dotato di sensori avanzati. Il dispositivo si muove autonomamente tra fumo e detriti, raccoglie dati e campioni e trasmette immagini e segnali agli operatori che controllano l’intervento a distanza.
Il sistema consente di ottenere informazioni immediate sulla presenza di sostanze pericolose, riducendo l’esposizione degli operatori umani.
Parallelamente entra in funzione un laboratorio mobile altamente specializzato. Qui i campioni raccolti sul campo vengono analizzati per individuare eventuali agenti biologici o contaminanti.
Intelligenza artificiale per prevedere la diffusione del rischio
Accanto ai sensori del cane robot opera anche un sistema di intelligenza artificiale capace di simulare la diffusione delle sostanze nell’ambiente.
Il software analizza parametri come velocità del vento, condizioni meteorologiche e direzione dei fumi. In pochi istanti viene generata una mappa delle aree più esposte al rischio di contaminazione.
Questo permette alle squadre di emergenza di stabilire con precisione dove effettuare i campionamenti e quali zone monitorare con maggiore attenzione.
Solo dopo la prima valutazione tecnologica si decide se far intervenire operatori in presenza e con quali livelli di protezione.
Un progetto europeo per le minacce del futuro
Il cane robot Fiamma è una delle tecnologie sviluppate all’interno del progetto europeo rescEu-Cbrn-Dsim-It, un’iniziativa che punta a rafforzare la capacità di risposta dell’Europa davanti a emergenze biologiche o chimiche.
Il programma è coordinato dall’Enea, con il coinvolgimento di numerosi partner scientifici e istituzionali. Tra questi figurano il Ministero dell’Interno con il Corpo dei Vigili del Fuoco, l’Istituto superiore di sanità, la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, la Regione Veneto e diverse aziende specializzate nel settore della sicurezza.
Il progetto ha previsto la creazione di laboratori mobili avanzati, equipaggiati con strumenti di rilevazione, campionamento e monitoraggio per agenti potenzialmente pericolosi.
Il finanziamento complessivo sfiora 31 milioni di euro, destinati allo sviluppo tecnologico, alla formazione degli operatori e alla realizzazione delle infrastrutture operative.
Il ruolo del Sacco nella risposta alle bioemergenze
All’interno della rete europea, il laboratorio di microbiologia dell’ospedale Sacco di Milano ha svolto un ruolo centrale nella progettazione delle procedure biologiche.
Gli specialisti hanno collaborato con l’unità Cbrn dei vigili del fuoco per definire quali agenti patogeni ricercare, quali tecniche diagnostiche adottare e come interpretare i risultati dei test sul campo.
Il centro milanese ha inoltre contribuito alla formazione degli operatori, che devono affrontare situazioni estremamente complesse: dall’utilizzo dei dispositivi di protezione fino alla corretta manipolazione dei campioni biologici.
Le operazioni richiedono protocolli rigidissimi. I campioni devono essere trattati in ambienti protetti, all’interno di box di sicurezza, e l’intera struttura deve essere decontaminata prima di ogni nuovo intervento.
Addestramento e simulazioni operative
Prima dell’entrata in funzione, l’intero sistema è stato sottoposto a numerose simulazioni operative.
Le esercitazioni hanno riguardato sia l’impiego del cane robot sia la logistica necessaria per spostare rapidamente i laboratori mobili nelle aree interessate da una crisi.
Le strutture sono progettate per essere dispiegate in tempi molto rapidi, con collegamenti diretti ai centri di coordinamento dei vigili del fuoco e alle sedi operative distribuite sul territorio.
Il debutto durante le Olimpiadi invernali
Un primo test organizzativo è arrivato durante i Giochi invernali Milano-Cortina 2026, dove i moduli operativi sono stati messi a disposizione delle autorità per garantire la sicurezza dell’evento.
Non sono state registrate emergenze, ma l’occasione ha permesso di verificare posizionamento, tempi di mobilitazione e coordinamento tra le diverse unità.
Il progetto, completato prima della scadenza prevista, è ora pienamente operativo e pronto a intervenire in caso di necessità.
Ricerca continua contro le minacce biologiche
La ricerca non si ferma. Gli esperti stanno lavorando allo sviluppo di nuovi sistemi diagnostici capaci di riconoscere anche microrganismi geneticamente modificati.
I test attuali sono progettati per individuare agenti patogeni già conosciuti. Il problema emerge quando ci si trova di fronte a organismi nuovi o manipolati geneticamente, che potrebbero sfuggire ai controlli tradizionali.
Per questo motivo si stanno studiando sonde diagnostiche in grado di distinguere rapidamente tra virus e batteri sconosciuti, permettendo una prima classificazione anche in assenza di informazioni preliminari.
Prepararsi alle emergenze globali
L’attenzione verso queste tecnologie è legata anche alla crescente consapevolezza dei rischi legati alle guerre ibride e al possibile utilizzo di agenti biologici come arma.
Negli scenari di sicurezza internazionale, il bioterrorismo rappresenta una minaccia concreta. Anticipare gli eventi e limitare i danni diventa quindi una priorità strategica.
Il sistema che unisce robotica, laboratori mobili e analisi microbiologica avanzata rappresenta oggi una delle infrastrutture più innovative sviluppate in Europa per affrontare queste sfide.
L’esperienza maturata durante la pandemia ha dimostrato quanto sia fondamentale investire nella preparazione e nella risposta rapida alle emergenze sanitarie.
Con strumenti come il cane robot Fiamma e una rete scientifica coordinata a livello europeo, la capacità di individuare e contenere nuove minacce biologiche entra in una fase tecnologica completamente nuova.

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