Vogliono chiudere la Banca Intesa a Ponte Valleceppi, la rabbia dei cittadini e degli anziani
Numeri, “codicilli”, qr-code, credenziali varie e password che cambiano ad ogni operazione, per non parlare dei blocchi che si attivano ogni volta che si sbaglia. Sì, l’online è bello! Home banking ha agevolato la vita dei cittadini, dei più giovani. Ma non dell’anziano che non sa nemmeno accendere un computer e che ancora è in possesso del vecchio cellulare dai numeri grossi e senza smartphone, indispensabile per fare certe operazioni bancarie. Per non parlare dei problemi di vista. Chi non ha figli o nipoti ha difficoltà a fare tutto. Ecco che qui è indispensabile una banca, uno sportello con una persona di riferimento che possa aiutare tutti coloro che non sono avvezzi con i più moderni sistemi informatici.
Ma questo ai vertici della Banca Intesa di Ponte Valleceppi non interessa più. Dall’alto qualcuno ha deciso di chiudere la filiale e spostare tutto a Ponte San Giovanni, forse perché non gli sta bene, forse per risparmiare, o forse perché i conti non tornano più. Fatto sta che i residenti alla notizia dell’immediata chiusura sono entrati in agitazione. Perché?
Perché la filiale di Ponte Valleceppi è la loro banca da sempre e nessuno gliela deve togliere.
“Un disservizio”, racconta ai microfoni di Umbria Journal Lucia Brunetti. Ora si chiama Intesa San Paolo, ma nella realtà questa è la nostra banca, perché è nata a fine 1800 che si chiamava Cassa Carati. Ponte Valleceppi è una realtà a cui si è sempre appoggiata perché la sente la sua banca. Nel tempo tanti nomi si sono succeduti ma questo è nella normalità. Non ci stiamo per il semplice motivo che l’età media degli abitanti di Ponte Valleceppi supera i 68 anni, significa che abbiamo tantissimi anziani. Molti sono costretti a spostarsi alla filiale di Ponte San Giovanni, ma hanno problemi di disabilità e a guidare. Non è giusto assolutamente che questa banca ci venga tolta. Perché togliendoci tutti i servizi significa far diventare il paese un dormitorio ma soprattutto abbiamo bisogno che la cittadinanza abbia l’opportunità di uno sportello bancomat e almeno una persona di riferimento nella banca a cui l’anziano può rivolgersi, perché i computer e l’online non li sa usare”.

Oggi un gruppo di residenti e correntisti della banca ha fatto un sit-in davanti la filiale di Ponte Valleceppi, hanno atteso sperando che il responsabile d’area uscisse a parlare con loro, ma ciò con è avvenuto. Cristian Baldelli uno dei promotori di queste iniziative messe in campo dalla comunità contro la chiusura della filiale della Banca Intesa, l’unica banca del territorio ha detto: “Purtroppo nessun incontro, anche se ci avevano detto, in maniera informale, che avremmo avuto un confronto pubblico con i referenti. Avevamo intenzione di dare voce alla banca, per capire le loro decisioni, ma al momento in maniera pubblica sembra che non sia possibile. Ne prendiamo atto con grande amarezza. Secondo noi si è persa una grande opportunità democratica”.
Le persone anziane saranno quelle più danneggiate. “La banca, esattamente ad un mese dalla chiusura, non ha inviato un documento che attesti la chiusura della filiale o che i nostri conti correnti andranno a Ponte San Giovanni – dice Baldelli. Una scelta che non tiene conto della peculiarità del territorio che è vasto, quasi quanto Ponte San Giovanni. Raccoglie Pretola, Lidarno, Sant’Egidio, Ripa, tutta la dorsale dell’Arna. Non ci stiamo”.

Contatti con altri gruppi bancari per convincerli ad aprire uno sportello nel territorio di Ponte Valleceppi. “Noi siamo in contatto con un paio di gruppi che hanno interesse ad aprire una filiale nella zona Nord di Perugia. Questi istituti hanno intenzione di aprire uno sportello perché da Ponte Pattoli a venire qua, non c’è ne sono. Stanno valutando dove aprirlo e noi faremo sentire la nostra voce per cercare di portali a Ponte Valleceppi. Questo è il nostro obiettivo. Stiamo lavorando su più fasi. La prima è quella di non accettazione della chiusura della Banca Intesa e comunque di una richiesta forte di tenere un bancomat qui. Almeno per un periodo importante che ci permetterà di lavorare per avere una filiale al posto di Intesa se deciderà di andare avanti nella svelta scellerata di chiudere la banca.
Il comune di Perugia ha dato disponibilità: “Il comune – conclude Baldelli – finalmente ci ha dato ascolto, sta accogliendo le nostre istanze almeno da un punto di vista di confronto, quindi venerdì sera presso il nostro centro anziani, il sindaco o dei rappresentanti verranno nella nostra assemblea che sarà alle 20.45. Siamo adesso abbastanza convinti che l’amministrazione farà la sua parte con un’interlocuzione forte con i vertici di Banca Intesa”.
La banca a Ponte Valleceppi è storica e nel corso degli anni ha cambiato nome. Nel 1910 si chiamava cassa Rurale Carati di Ponte Valleceppi, nel 1926 Cassa Cooperatica Carlo Rossi, nel 1969 Banca Popolare Ponte Valleceppi, nel 1982 Banca Etruria, nel 2017 Ubi Banca e nel 2021 Banca Intesa ha acquistato da Ubi facendo le sue scelte.








SONO 40 ANNI CHE HO UNA ATTIVITA’ ARTIGIANA IN QUESTO PAESE ED HO SEMPRE LAVORATO CON QUESTA BANCA CHE DALLA POPOLARE ALL’ETRURIA POI UBI ED ORA INTESA SAN PAOLO MI SONO SEMPRE TROVATA BENE E PER DIPIù MI ERA COMODA PER LA VICINANZA NEI ORARI DI LAVORO. ORA ANCHE QUESTA VIENE SOPPRESSA. PERCHE’ TOGLIERLA? – AD UN PAESE DOVE CI SONO DITTE LAVORATRICI ED UNA VASTA POPOLAZIOLE FATTA ANCHE DI ANZIANI CHE NON POSSONO ALLONTANARSI PERCHE NON SONO MOTORIZZATI?…