Umbria, carceri più di 2mila persone tra celle ed area penale esterna

Certificati falsi in carcere, medico e quattro agenti indagati per truffa e falso

FOTO REPERTORIO DI CARCERI AFFOLLATI(umbriajournal.com) PERUGIA – 1.662 persone (1.594 uomini e 68 donne) detenute nelle celle dei 4 penitenziari umbri. Alle quali aggiungerne 155 ammesse a scontare la pena attraverso la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali, 12 in semilibertà, 79 in detenzione domiciliare. Altre 139 sottoposte  a lavoro di pubblica utilità e lavoro all’esterno, tra le quali 132 persone sorprese a guidare per le strade dell’Umbria

in stato di ebbrezza che hanno optato per lavori di pubblica utilità sul territorio piuttosto che scontare la pena detentiva in carcere

“Il ‘carcere invisibile’ delle misure alternative e di sicurezza e di altre misure sostitutive della detenzione coinvolge oggi oltre 28.800 persone che, sommate a quelle in carcere, porta ad avere complessivamente quasi 100mila detenuti in Italia. In Umbria si tratta di 2mila persone. Se a questo aggiungiamo che mancano in organico oltre 6.500 poliziotti penitenziaria, si comprenderà perché da tempo il SAPPE sostiene che la situazione è allarmante ed emergenziale”, commentano Donato Capece e Fabrizio Bonino, rispettivamente segretario generale e segretario regionale umbro del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “E’ del tutto evidente” aggiunge “che scontare la pena fuori dal carcere, per coloro che hanno commesso reati di minore gravità, ha una fondamentale funzione anche sociale. Come, ad esempio, il lavoro di pubblica utilità per i soggetti sorpresi alla guida in stato di ebbrezza, che consistente in una prestazione di lavoro non retribuita a favore della collettività da svolgere in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale”.

“Ma che la situazione nelle carceri sia esplosiva” proseguono Capece e Bonino “lo confermano le notizie di cronaca che, ad esempio nel carcere di Spoleto, hanno visto in pochi giorni diversi Agenti del carcere di Spoleto aggrediti dallo stesso detenuto in giorni diversi senza che per questo l’Amministrazione Penitenziaria adottasse adeguati provvedimenti. Non solo: nell’anno 2012 in Umbria 37 detenuti hanno tentato il suicidio, 362 hanno posto in essere atti di autolesionismo – ingestione di corpi estranei, chiodi, pile, lamette, pile; tagli diffusi sul corpo e provocati da lamette –. E ci sono state 91 colluttazioni e 74 ferimenti. La situazione penitenziaria resta allarmante nell’assoluta indifferenza ed apatia dell’Amministrazione Penitenziaria. In questo contesto è palese e grave l’inefficienza del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria guidato da Giovanni Tamburino e dal Vice Capo Luigi Pagano, che pensa a risolvere le criticità del sovraffollamento delle nostre prigioni con soluzioni fantasiose e pericolose. Proprio per questo “mercoledì 5 giugno 2013 il SAPPE terrà a Spoleto, davanti al carcere, un sit-in di protesta. Per contestare la gestione fallimentare del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Dap, distante dalla realtà e che sottovaluta  la sicurezza del personale e delle strutture”.

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