Trielina nelle falde sopra la soglia, indagato imprenditore di Torgiano

 
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Trielina nelle falde sopra la soglia, indagato imprenditore di Torgiano

Tetracloroetilene, sostanza inquinante meglio conosciuta con il nome di trielina, nelle falde per 550 volte sopra la soglia prevista. Un imprenditore, titolare di una ditta di Torgiano, è indagato per gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e deterioramento delle acque sotterranee. I fatti sarebbero stati accertati a Torgiano tra il 13 febbraio 2019 e il 29 ottobre 2019. Il pubblico Ministero, Carmen D’onofrio, ha firmato ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

I carabinieri del Noe, guidati dal comandante Francesco Motta, e i tecnici dell’Arpa, hanno effettuato indagini ed accertamenti. L’imprenditore, difeso dall’avvocato Maria Laura Ficola del foro di Spoleto, secondo l’accusa avrebbe effettuato “attività di gestione di rifiuti speciali pericolosi e non in assenza della prescritta autorizzazione”.

E poi ancora “operazioni di messa in riserva e recupero di rifiuti speciali pericolosi (bombole gas, GPL ed estintori) e non pericolosi (componenti rimossi da apparecchiature fuori uso), RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) costituiti da personal computer, pneumatici fuori uso, macerie derivanti da attività di costruzione e demolizione”.

In particolare: nell’anno 2017 ne avrebbe ricevuto un quantitativo risultato dall’analisi dei flussi, pari a i 15.202 tonnellate, superando di oltre 9.000 tonnellate la quota autorizzata. Nel 2018 oltre 16mila tonnellate, 6.010 sopra la soglia, e nel 2019, alla data del 29 ottobre,12 mila tonnellate.

L’imprenditore più volte avrebbe depositato “in maniera incontrollata i rifiuti da gestire, omettendo di separare i settori del “conferimento” e della “messa in riserva”, quest’ultima non risultava organizzata in aree distinte per ciascun tipo di rifiuto e non era presente cartellonistica idonea per l’identificazione nelle diverse tipologie di rifiuti”. Avrebbe cagionato “un deterioramento significativo e misurabile delle acque sotterranee derivate dal pozzo aziendale”.

Le relative analisi delle acque, a seguito dei campionamenti effettuati dall’Arpa Umbria in data 13 febbraio e 25 marzo, evidenziavano una contaminazione da tetracloroetilene con un valore nella prima data di 204 microgrammi per litro nel secondo accertamento di 550 microgrammi per litro a fronte di una “concentrazione soglia di contaminazione” limite pari a 1,1 microgrammi per litro.

 

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