TERNI, FATTURE FALSE, FINANZA CONTESTA EVASIONE PER 1.500.000 EURO

Terni, Guardia di Finanza, corona in memoria di Ferdinando Calabresi, per centenario dalla Medaglia di Bronzo al Valor Militare
GUARDIA DI FINANZA DI TERNI

GUARDIA DI FINANZA DI TERNI(umbriajournal.com) TERNI – Un giro di false fatturazioni per una evasione fiscale di oltre 1.500.000 euro di redditi non dichiarati, un’IVA evasa per 245.000 euro e l’emissione ed utilizzo di false fatturazioni per oltre 500.000 euro. Ad essere denunciati dai militari della Guardia di Finanza di Terni 4 persone, fra cui “in primis” l’amministratore di una S.R.L., che utilizzava le false fatture per detrarsi costi inesistenti dal proprio reddito derivante dalla vendita di presidi sanitari, ovvero materiali vari utili per la prevenzione e la cura di alcune patologie, quali in particolare problemi respiratori. Quest’ultimo, deus ex machina dell’ingegnoso meccanismo, si avvaleva di 3 ditte individuali, intestate rispettivamente ad un uomo di circa 50 anni, nonché alla madre ed alla moglie di quest’ultimo, le quali emettevano “a richiesta” false fatture per opere di facchinaggio mai realizzate per conto della S.R.L..
Centinaia di fatture sulle quali si leggeva: “Prestazioni e manovalanza per spostamento contenitori da e per vostro magazzino”. Un mare di ore di lavoro per lo spostamento di migliaia di bombole d’ossigeno, da una parte all’altra del magazzino, ma che gli stessi operai, sentiti in atti, non ricordavano di avere mai eseguito, così come, al termine dell’accertamento, ha dovuto ammettere anche lo stesso titolare della ditta individuale.
L’emissione dei falsi documenti contabili era poi caratterizzata da un fattore comune: avveniva, in genere, verso la fine ogni mese, ovvero giusto in tempo per le liquidazioni periodiche dell’IVA che in tal modo venivano quantificate ad hoc per ottenerne un immediato, quanto ingiusto ed illecito, beneficio in termini di riduzione dell’imposta a debito.
Costi fasulli per prestazioni di servizio che venivano quindi fiscalmente scaricati dalla S.R.L. negli anni dal 2008 al 2010 per abbattere l’IVA, le imposte sui redditi e l’IRAP, mentre le 3 ditte individuali non presentavano proprio alcuna dichiarazione e non versavano alcuna imposta, ne per le prestazioni effettivamente effettuate ne per quelle fatturate come fasulle oppure dichiaravano, per alcuni anni, redditi minimi.
Per l’annualità 2011 la stessa S.R.L. non presentava poi, alcuna dichiarazione fiscale, risultando così un evasore totale, completamente occulto al fisco. I vantaggi però erano evidenti, tanto che i finanzieri, al termine dell’accertamento hanno avanzato una richiesta, alla Procura della Repubblica, per il sequestro per equivalente sui beni immobili e mobili del titolare, fra i quali una barca dal valore di circa 100.000 euro ed un’auto di grossa cilindrata. Alla faccia dei contribuenti onesti.

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