Terni dà l’addio a Lorenzo Scorteccia, funerali a Santa Maria della Misericordia a Borgo Bovio

Il corpo senza vita del calciatore era stato trovato dalla mamma

 
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Terni dà l’addio a Lorenzo Scorteccia, funerali a Santa Maria della Misericordia a Borgo Bovio

La città di Terni – in lutto – ha dato l’addio a Lorenzo Scorteccia, 24 morto mercoledì sera, ucciso da un malore. Il corpo senza vita del calciatore lo ha trovato la madre. La città di si è fermata e tantissime persone sono arrivate presso la chiesta di Santa Maria della Misericordia , a Borgo Bovio, con loro – schiantati dal dolore – i genitori e la fidanzata.

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Nell’omelia il parroco don Luciano Afloarei ha spiegato che «Questi sono momenti molto difficili in cui le parole sono pesanti e a volte viene voglia di stare in silenzio – ha detto nell’omelia il parroco don Luciano Afloarei  -, però credo che la parola di Dio ci inviti anche ad aprire un po’ il cuore alla speranza. Purtroppo queste esperienze così dolorose, cosi forti, sono dei macigni. L’incredulità e il dolore che diventa rabbia, si fanno facilmente spazio nei nostri cuori, nelle nostre vite e nelle nostre menti, però la liturgia ci invita ad aprire il cuore anche alla speranza e non è facile guardare oltre questo vuoto che è serio. Certamente anche il figlio di Dio non ha saltato l’esperienza della solitudine, della morte, dell’incredulità, del dolore, anche l’esperienza di sentirsi solo. Mi colpisce molto il vangelo di Marco perché è molto serio sul dolore e ci fa capire che anche Gesù vive pienamente l’esperienza della non comprensione del male, del dolore, della morte».

La lettera delle maestre: «Grazie per avercelo fatto conoscere»

«Caro Lorenzo, mi rivolgo a te che sei volato via troppo presto da questa terra lasciando ci tutti attoniti e profondamente addolorati. Solo il Signore lo sa il perché. Noi maestre volevamo ringraziarti e ringraziare i tuoi genitori per averci dato l’opportunità e la fortuna di averti tra i banchi con quel sorrisone in quegli anni spensierati di scuola elementare. Un alunno esemplare, il bambino più solare e vitale che avessimo mai avuto».

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