Ternana in liquidazione volontaria, futuro appeso a un filo

Ternana in liquidazione volontaria, futuro appeso a un filo

Dimissioni e debiti, club verso possibile fallimento

La Ternana Calcio entra ufficialmente nella fase di liquidazione volontaria, segnando un passaggio decisivo in una crisi societaria che appare ormai difficilmente reversibile. La decisione è stata assunta nel corso dell’assemblea dei soci riunitasi lunedì pomeriggio in uno studio notarile cittadino, dove sono stati formalizzati i principali provvedimenti: l’impossibilità di procedere a un aumento di capitale per coprire le perdite, le dimissioni dell’amministratore unico Fabio Forti e la nomina di un liquidatore esterno alla provincia.

Il quadro emerso conferma una situazione economico-finanziaria fortemente compromessa. Con l’avvio della liquidazione volontaria, la gestione della società passa interamente nelle mani del liquidatore, chiamato a verificare l’entità dell’esposizione debitoria e ad avviare le procedure per la trasformazione degli asset in risorse utili a soddisfare i creditori. Tuttavia, l’entità dei debiti accumulati e la difficoltà di farvi fronte rendono concreta la prospettiva di un passaggio successivo in sede giudiziaria.

Qualora non emergano soluzioni alternative, sarà lo stesso liquidatore a dover presentare istanza di liquidazione giudiziale, avviando di fatto la procedura fallimentare. Un’eventualità che potrebbe concretizzarsi anche alla luce delle imminenti scadenze federali, fissate per il 16 aprile, che rendono ancora più incerto il destino sportivo del club rossoverde.

Nel frattempo, si è registrato il venir meno di un possibile spiraglio rappresentato dalla manifestazione di interesse avanzata dall’imprenditore Carlo Pantalloni, trasmessa tramite posta elettronica certificata e successivamente ritirata nel corso della stessa giornata. Un elemento che contribuisce ad aggravare ulteriormente il quadro generale, privando la società di una potenziale via d’uscita immediata.

La crisi societaria si riflette anche sul piano istituzionale e cittadino, dove il clima resta teso.

Da un lato Palazzo Spada, sede del Comune, dall’altro lo studio notarile in cui si è consumato l’atto formale della liquidazione: due fronti paralleli che raccontano la complessità del momento. Il sindaco Stefano Bandecchi ha incontrato squadra e staff, intervenendo con parole dure nei confronti della proprietà e annunciando iniziative legali.

Secondo quanto dichiarato, vi sarebbero responsabilità legate alla gestione degli ultimi mesi, con cambiamenti frequenti nei vertici societari e possibili profili di amministrazione di fatto. Il primo cittadino ha inoltre evidenziato l’intenzione di agire anche sul piano personale nei confronti dei soggetti ritenuti coinvolti, mentre l’amministrazione comunale valuta ulteriori azioni a tutela degli interessi pubblici.

Sul piano sportivo, la prospettiva appare fortemente compromessa. L’ipotesi di una ripartenza dai campionati dilettantistici, in particolare dalla Serie D, viene indicata come possibile scenario futuro, ma al momento privo di certezze. L’immediato resta caratterizzato da un’elevata incertezza, con il destino del club legato più alle dinamiche legali e finanziarie che alle vicende di campo.

La Ternana si trova così in una fase cruciale della propria storia, con un futuro che appare segnato da passaggi obbligati e da una complessa ricostruzione ancora tutta da definire.

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