Tentato rapimento bambino a Bastia Umbra? Accertamenti della Polizia di Stato

 
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Tentato rapimento bambino a Bastia Umbra? Accertamenti della Polizia di Stato

Una donna bionda stamani ha mandato nel panico il quartiere di Villaggio XXV aprile a Bastia Umbra. Da quanto si sa la signora, che era arrivata in auto questa mattina, si sarebbe avvicinata a madre e figlio, e avrebbe cercato di prendersi il bambino dopo aver, amichevolmente parlato con la donna. La mare del piccolo, in una qualche misura, avrebbe evitato il peggio per raccontarlo, poco dopo, ad una sua amica. Forse presa emotivamente dal racconto della mamma o forse perché anche invitata a farlo, l’amica ha realizzato un messaggio audio che ha inserito su WhatsApp, pare anche in una chat di “mamme” di Bastia Umbra.

Effetto domino immediato, o meglio sarebbe dire, “virale”. In un attimo l’inquietante .opus (formato di whatsapp) ha fatto il giro della rete fino ad arrivare anche nella “messaggistica” Facebook della nostra redazione.

Abbiamo subito cercato di capirci di più, abbiamo cercato verifiche immediate con le Forze dell’ordine. Per accertare la veridicità dei fatti e, nel caso, unirci a quella che era diventata una vera e propria catena che chiedeva di divulgare al massimo quell’inquietante audio messaggio.
Piano piano la vicenda è sembrata andare ridimensionandosi, o meglio ci sono accertamenti in corso della Polizia, ma, ora come ora, non sembra proprio che a Bastia Umbra ci sia qualcuno che va rapendo i bambini.

Ma allora cosa potrebbe essere successo? Forse, e lo ribadiamo – data la difficoltà di avere notizie chiare in merito – la signora bionda avrebbe avvicinato la madre del piccolo, che in quel momento era in mezzo alla strada. Parlando con la donna avrebbe, però, preso il bambino cercando di tirarlo a sé, forse per scostarlo dalla strada, o chissà per quale altra ragione.

La mamma, spaventatissima, ha fatto il resto. Potrebbe essere questa una versione. Chiaro che, dato il tenore del messaggio – a questo punto realizzato da chi aveva raccolto le parole spaventate della donna –, giusto è farsi una idea più chiara della vicenda. La donna che ha realizzato il piccolo audio pare sia stata sentita dagli agenti della polizia di Stato di Assisi. Sentita pure la mamma del piccolo. Nessuna traccia, invece, di colei che – secondo quanto riferito dalla “rete” – avrebbe cercato di “rapire” o, in ogni caso, afferrare il bambino.

Il fatto, quindi, è accaduto veramente, ma, fino a quanto ci è dato di sapere fino a questo momento, non si è trattato di un rapimento vero e proprio, ma di un malinteso. Può darsi, ma niente, in questi casi, va lasciato senza l’adeguato approfondimento e gli accertamenti li stanno conducendo gli agenti della Polizia di Stato di Assisi, al seguito del vicequestore aggiunto, Francesca Domenica Di Luca.

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