Stalker trasforma la vita di una professionista in un incubo quotidiano a Fontivegge

Stalker trasforma la vita di una professionista in un incubo quotidiano a Fontivegge

Perugia, anni di inseguimenti dello stalker, minacce e atti osceni ignorati

Una giovane professionista di Perugia vive da anni intrappolata in una spirale di persecuzioni, inseguimenti e atti osceni compiuti da un uomo che, nonostante numerose denunce, segnalazioni e interventi delle forze dell’ordine, continua a muoversi liberamente nella stessa zona in cui lei abita. La vicenda, iniziata nel 2018, si è trasformata in un caso emblematico di fallimento istituzionale, dove la vittima è rimasta sola a fronteggiare un individuo descritto come pericoloso, instabile e già noto alle autorità.

La donna rientra a Perugia dopo un periodo fuori regione e si stabilisce nella sua abitazione in via Campo di Marte, a Fontivegge, a pochi metri da un bar che, secondo la sua testimonianza, è frequentato da una clientela problematica. È lì che nota per la prima volta l’uomo che diventerà il suo incubo: un soggetto che trascorre le giornate in stato di alterazione, compiendo gesti sessuali espliciti sotto il portico privato del palazzo, trasformato abusivamente in area di passaggio dal locale.

Stalker trasforma la vita di una professionista in un incubo quotidiano a Fontivegge

L’uomo inizia a seguirla ovunque: quando butta la spazzatura, quando prende l’autobus, quando va in sul luogo di lavoro, quando rientra a casa. La donna racconta di averlo trovato più volte appostato, pronto a compiere atti indecenti e a inseguirla anche per lunghi tratti. La situazione degenera quando il molestatore comincia a presentarsi in più punti del quartiere, come se monitorasse i suoi spostamenti.

La dottoressa presenta numerose denunce ai carabinieri e alla polizia, ma si scontra con una macchina burocratica lenta e spesso scettica. In alcuni casi, riferisce, le viene chiesto se avesse avuto una relazione con l’uomo, insinuazione che lei definisce “offensiva e assurda”. Nonostante l’intervento di un avvocato e il supporto di alcuni agenti sensibili al caso, la situazione non cambia.

Dopo mesi di segnalazioni, l’uomo viene finalmente colto in flagranza mentre compie atti osceni e la insegue. La polizia interviene, sequestra il furgone che l’uomo utilizza per spostarsi e avvia un provvedimento di espulsione. Ma la vittima scoprirà solo mesi dopo che quel provvedimento non ha avuto alcun effetto concreto.

Stalker

L’uomo continua a muoversi liberamente nel quartiere, a seguirla, a comparire nei luoghi che lei frequenta. Durante la pandemia, la dottoressa segnala nuovi episodi, compresi contatti del molestatore con gruppi dediti a furti e attività illecite. Le viene risposto che la situazione è “sotto controllo”, perché l’uomo sarebbe un “collaboratore” di alcuni militari. Una spiegazione che la lascia sgomenta.

Nel novembre scorso, la situazione precipita di nuovo: l’uomo la insegue fino a un negozio, la blocca tra gli scaffali, la costringe a rifugiarsi in un angolo mentre lui tenta di avvicinarsi. Le telecamere riprendono tutto, ma l’intervento delle forze dell’ordine arriva dopo oltre quaranta minuti. L’uomo, nel frattempo, si dilegua.

La donna vive nel terrore, soprattutto perché spesso ha con sé dei minori. Racconta di aver installato un sistema d’allarme professionale su consiglio della polizia, ma di sentirsi comunque esposta. A dicembre, un ex maresciallo della Guardia di Finanza, amico di famiglia, interviene per sollecitare la squadra mobile. La vittima incontra un investigatore, ma anche in questo caso le risposte non portano a un cambiamento concreto.

Il colpo finale arriva quando scopre che l’uomo, nonostante il provvedimento di espulsione, sarebbe stato collocato da una cooperativa in un palazzo nei pressi della sua abitazione. Una decisione che lei interpreta come una forma di accanimento istituzionale, un paradosso che la costringe a vivere a pochi metri da chi la perseguita da anni.

La dottoressa continua a denunciare, a documentare, a chiedere protezione. Ma la sensazione che emerge dal suo racconto è quella di una donna lasciata sola, costretta a convivere con una minaccia costante mentre le istituzioni si perdono tra competenze, archiviazioni e ritardi.

Una storia che solleva interrogativi profondi sulla tutela delle vittime, sulla gestione dei casi di stalking e sulla capacità delle autorità di prevenire tragedie annunciate.

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