Il sindaco di Terni contro la presidente regionale dopo l’impugnazione del progetto: «Chiama la Ternana e non me». Reazioni politiche e sociali, il clima si infiamma
Si accende lo scontro istituzionale tra Palazzo Spada e Palazzo Donini sul progetto stadio-clinica di Terni. Dopo la decisione della Regione Umbria di impugnare davanti al Tar la determina dirigenziale del Comune (la n. 2088 del 23 luglio 2025) che apre la strada alla convenzione per la realizzazione dell’opera, il sindaco Stefano Bandecchi ha reagito duramente, dando vita a un acceso botta e risposta politico.
In un video pubblicato su Instagram, Bandecchi si è rivolto direttamente alla presidente della Regione, Stefania Proietti, accusandola di aver intrattenuto rapporti “impropri” con la Ternana Calcio, bypassando il Comune. «Cara presidente Proietti – ha detto – hai già fatto una serie di cose sbagliate. Ti stai creando guai politici e ora ti metti pure a telefonare alla Ternana come i camorristi, a fare inviti e parlare con loro. Non è così che si fanno le cose. La Ternana è la parte lesa delle puttanate che voi in Regione state facendo».
Parole durissime, alle quali il primo cittadino ha poi cercato di dare una parvenza di distensione in una nota diffusa la mattina seguente: «Chiedo a tutta la tifoseria e ai ternani di mantenere la calma. Dopo le azioni scomposte della giunta regionale – ha scritto – il clima è diventato teso, ma dobbiamo dimostrare le nostre ragioni in modo fermo e pacifico. Non cediamo alle provocazioni: Terni avrà il suo stadio e la sua clinica».
Il ricorso della Regione, presentato dall’Avvocatura di Palazzo Donini, punta a sospendere la validità dell’atto comunale che dà il via libera al progetto, frutto della collaborazione tra il Comune e la società Ternana Calcio. L’esecutivo regionale ritiene che la convenzione presenti irregolarità procedurali e profili di illegittimità amministrativa.
La decisione ha suscitato reazioni immediate anche da parte di cittadini e figure pubbliche. Il magistrato della Cassazione Angelo Matteo Socci, ternano d’adozione, ha scritto sui social: «Terni non ha cliniche convenzionate, a Perugia abbondano. Ricorrere al Tar contro Terni non è un atto politico né di giustizia, ma un’aggressione alla città. È ora di abbandonare la subalternità a Perugia e reagire con proteste pacifiche ma ferme».
Sulla stessa linea anche l’ex sindaco Leonardo Latini, che ha ricordato come «nel 2021 il Consiglio comunale approvò in tempi record il progetto, dichiarandone il pubblico interesse. È un momento cruciale: o si trova un accordo sensato o si rischia di affossare tutto. Le soluzioni ci sono, ma serve volontà e rispetto reciproco tra istituzioni».
Intanto, il fronte politico resta incandescente. Da una parte Palazzo Spada, deciso a difendere il progetto come opportunità di sviluppo per la città e la sanità locale; dall’altra la Regione, che rivendica la necessità di “ripristinare la legalità amministrativa”. In mezzo, la tifoseria e i cittadini ternani, sempre più divisi tra rabbia, frustrazione e attesa di capire se il sogno dello stadio-clinica potrà davvero vedere la luce.

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