
Sono un malcapitato residente del centro storico spoletano il quale ha redatto la seguente cronaca esemplificativa, che oggi propone ai media in accordo con il Comitato Notti Serene che cerca di riguadagnare il sonno e la serenità notturne perdute.
Spoleto, cuore del centro storico, Piazza del Mercato o del Foro, martedì 20 agosto, ore 20. In piccoli gruppi o alla spicciolata “ragazzi” di tutte le età, dai 15 ai 65, con prevalenza assoluta dei teen, cominciano a radunarsi nello spazio vetusto per l’ormai consolidato rito serale-notturno-mattutino: tracannare (non degustare!) vino, conversare ad alta voce, schiamazzare, vomitare, pisciare, gravitando su Wine & Passion la nuova presunta enoteca della Piazza.
Ore 22, la folla bevente e vociante si accresce, non sono meno di 70-80 in piccoli gruppi e assembramenti numerosi, rumori, urla, lazzi, crescono in proporzione al numero di persone presenti e all’etanolo ingerito, coricarmi per il riposo notturno, conversare in casa, ascoltare musica o vedere la televisione, mi è precluso: abito nei pressi di “vinoepassione”. Ore 02 del giorno dopo, mercoledì 21 agosto: oltre le metà della vasta Piazza è ora occupata da 90-100 persone, quasi tutti teen: mi piacerebbe tanto poter dormire, ma è impossibile, come lo è per tutti gli altri malcapitati residenti e dimoranti in questa parte del centro storico. Ore 02:30: il mio vicino, all’ultimo piano viene insultato, minacciato e sbeffeggiato, perché, disperato, chiede rispetto e fotografa la situazione; una delle ragazze sembra molto attiva, incoraggiata dal fatto che, pare, sia figlia della proprietaria.
Il vicino chiama, per l’ennesima volta, i Carabinieri. Pare che questi arrivino, ma il risultato sui clamori e le squallide intemperanze non li percepisco: continuo a non poter dormire e sono preso da rabbia, frustrazione, rammarico per essere uno degli ultimi “coglioni” (questa è la nostra definizione più ricorrente da parte della platea notturna all’etanolo) che abita ancora il centro storico spoletano, invece di venirci solo a bere, vomitare e pisciare. Ore 04:50: il rumoreggiare si è placato, ma la “conversazione” urlata di 2-3 ragazzi-ragazze evidentemente sborniati riecheggia sulle pareti di vetusto calcare bianco della Fori Lacum e mi impedisce, ancora, di prendere sonno, fino a quando i miei torturatori si augurano un incomprensibile “buona notte!” e se ne vanno. Ore 05:30, riesco a prendere “sonno”, teso come una corda di violino e molto amareggiato: metà dei miei torturatori possono essere miei figli, l’altra metà miei nipoti. Ore 07:30: sono violentemente destato dal rombo pauroso di un compressore, in azione nella Piazza, che fa vibrare i vetri delle finestre e le pareti di casa, fino alle 09, ormai irrimediabilmente privato di serenità, ragionevolezza, tolleranza mi alzo dall’incubo. Ho, insieme ai miei vicini, una sola certezza: questa sera alle 19 – 20 tutto ricomincerà da capo. Successivamente a quanto descritto ho chiesto ed ottenuto “asilo notturno” ad amici residenti a cinquecento passi da Piazza del Mercato, sempre nel centro storico spoletano, riconquistando così, da esiliato, la possibilità di non prendermi un esaurimento nervoso. Ma chi non amici così disponibili come farà? Il Comitato Notti Serene (in Piazza del Mercato)

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