Resti di riti occulti tra le tombe del cimitero di Terni

Resti di riti occulti tra le tombe del cimitero di Terni
Credits Uon

Candela e sangue su una tomba, scatta la segnalazione

Una candela completamente sciolta e un bicchiere con presunto sangue essiccato, lasciati sopra una tomba della prima sezione del vecchio cimitero di Terni, hanno fatto scattare l’allarme. A segnalare il fatto è stata una donna che si è imbattuta nel materiale lunedì mattina. L’episodio, documentato con fotografie, richiama immediatamente pratiche esoteriche o rituali magici, fenomeni che, purtroppo, non rappresentano una novità per l’area.

Il cimitero cittadino, esteso e difficilmente sorvegliabile in ogni angolo, si conferma luogo prediletto da chi cerca discrezione per portare avanti riti occulti. Chi ha fatto la segnalazione ha evidenziato che non si tratterebbe di un caso isolato, lasciando intendere che episodi simili sarebbero già avvenuti in passato, anche recentemente.

L’attenzione ora si concentra anche su un altro elemento: la strada secondaria che costeggia il muro di cinta, adiacente al luogo del ritrovamento. Proprio quella via era stata recentemente criticata da Anna Margaritelli, titolare del bar dell’area IP in viale Borzacchini, per essere troppo esposta a incursioni di malintenzionati. A suo dire, la strada facilita l’accesso ai ladri, che la userebbero per raggiungere la parte posteriore dell’attività, protetti da occhi indiscreti.

Alla luce dei recenti eventi, non si esclude che la stessa strada possa aver agevolato anche gli autori del presunto rito: la posizione del muro e l’altezza contenuta potrebbero aver offerto un passaggio comodo per entrare e uscire senza troppe difficoltà.

Questi accadimenti si inseriscono in un quadro più ampio di episodi preoccupanti. Anche alcune chiese di Terni sono state colpite da furti di oggetti sacri. In particolare, una pisside contenente ostie consacrate sarebbe stata trafugata, alimentando il sospetto che gli oggetti rubati siano destinati non solo al mercato nero, ma anche a pratiche rituali. A rendere ancora più inquietante il fenomeno è la constatazione che i cimiteri delle frazioni e le aree più isolate sono scelti per la loro tranquillità e la maggiore possibilità di agire inosservati.

Le forze dell’ordine, in Umbria, da tempo monitorano queste dinamiche. Una recente indagine congiunta di Guardia di Finanza e Carabinieri, partita da Perugia, ha portato all’arresto di quattro persone e ha fatto emergere una rete criminale che sfrutta la componente rituale per finalità truffaldine e illecite. Si parla di affari che, in alcuni casi, raggiungerebbero le centinaia di migliaia di euro.

In questo contesto, il ritrovamento avvenuto nel cimitero di Terni riaccende i riflettori su un fenomeno che mescola superstizione, reati e business. L’episodio, pur isolato nella sua manifestazione più evidente, si inserisce in una catena più estesa che coinvolge ambiti religiosi e civili, spesso accomunati dall’assenza di adeguata vigilanza.

In attesa di ulteriori verifiche e di un eventuale intervento delle autorità, resta lo sconcerto di chi frequenta quotidianamente questi luoghi, trovandoli trasformati in scenari di riti inquietanti, in spregio al rispetto dovuto a chi vi riposa e ai loro familiari.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*