L’intera regione Umbria scelta per il nuovo Progetto di vita
L’Umbria si conferma laboratorio nazionale per l’innovazione sociale, diventando protagonista assoluta della sperimentazione legata alla riforma sulla non autosufficienza e il sostegno alle fragilità. A partire dal primo marzo 2026, anche il territorio di Terni si unirà alla provincia di Perugia, già coinvolta nella fase iniziale del progetto. Questo allargamento certifica il ruolo centrale della regione nel ridisegnare i confini del supporto alle persone con bisogni speciali, grazie a un’intesa proficua tra il Ministero guidato da Alessandra Locatelli e le realtà locali, come riporta il comunicato stampa congiunto centrodestra, opposizione in Regione.
Il fulcro di questa trasformazione risiede nel superamento di una visione puramente burocratica e assistenzialista. Con l’attuazione del decreto legislativo 62 del 2024, il sistema abbandona il freddo accertamento dell’invalidità civile per abbracciare la “valutazione multidimensionale”. Questo significa che ogni individuo non sarà più visto attraverso la lente di una cartella clinica, ma come una persona con aspirazioni, desideri e necessità specifiche. Il cuore pulsante della riforma è il “Progetto di vita”, uno strumento dinamico che coordina assistenza sanitaria, inserimento lavorativo, soluzioni abitative e partecipazione alla vita sociale, garantendo una vera autonomia all’interno della comunità umbra.
Secondo i rappresentanti delle opposizioni regionali, l’inclusione dell’intero territorio umbro in questo percorso d’avanguardia non è un caso, ma il frutto di una semina politica iniziata nelle precedenti legislature. I consiglieri di minoranza hanno sottolineato come questo risultato sia un tributo al lavoro svolto nel settore delle politiche sociali, che ha permesso alla regione di farsi trovare pronta tecnicamente e amministrativamente. Il coinvolgimento di Perugia e Terni viene dunque letto come un attestato di stima verso la capacità del sistema regionale di gestire processi complessi di integrazione socio-sanitaria.
Un tassello fondamentale di questo primato regionale è rappresentato dall’eco internazionale del G7 Inclusione e Disabilità, svoltosi proprio in Umbria nel 2024. Quell’evento, nato dalla volontà della passata amministrazione e supportato dal Governo centrale, ha prodotto la “Carta di Solfagnano”, un manifesto etico che ha ridefinito i parametri mondiali della dignità umana. Oggi, quella visione ideale trova una traduzione pratica e concreta nei protocolli sperimentali che verranno attuati sul territorio, confermando l’Umbria come un modello di riferimento dove i diritti delle persone fragili non sono solo enunciati, ma attuati attraverso percorsi di piena inclusione.

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