Sacerdote aggredito davanti alla canonica, processo a febbraio
Un sacerdote di Ponte Felcino, frazione di Perugia, fu aggredito e derubato il 30 novembre 2023 davanti alla casa parrocchiale di piazza Bruno Buozzi. L’episodio, ricostruito dalla Procura, è oggi al centro di un procedimento giudiziario che vede imputato un uomo accusato di aver colpito e rapinato il parroco per impossessarsi dei suoi beni personali. L’udienza preliminare, fissata in questi giorni, è stata rinviata al 12 febbraio e sarà presieduta da un gup diverso da Angela Avila, nel frattempo nominata presidente del tribunale.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe seguito il sacerdote fino all’ingresso della canonica e avrebbe tentato di introdursi con lui all’interno della struttura. Al rifiuto del prete, l’aggressore lo avrebbe spintonato violentemente, facendolo cadere a terra. A quel punto si sarebbe impossessato del borsello contenente circa 150 euro in contanti, un bancomat, una carta di credito, i documenti personali e le chiavi dell’oratorio. La Procura, nella persona del pubblico ministero Franco Bettini, ha contestato all’imputato la rapina aggravata, sottolineando la finalità di ottenere un ingiusto profitto economico.
Il sacerdote, ascoltato dai carabinieri, ha confermato di essere stato seguito e avvicinato poco prima di rientrare in canonica, verso le 16.30 di quel giorno. Il rapinatore, da lui riconosciuto come un giovane già conosciuto in parrocchia e aiutato in passato, aveva insistito quella mattina per ricevere del denaro, richiesta che il parroco aveva respinto. L’uomo sarebbe quindi tornato nel pomeriggio, tentando con la forza di entrare nella casa parrocchiale e riuscendo a sottrarre il borsello dopo la spinta.
Nella denuncia il religioso ha riferito che nel borsello vi erano anche la patente di guida, la carta di identità, la tessera sanitaria e le chiavi delle porte dell’oratorio di via Batta, oltre alle carte di pagamento che sono state immediatamente bloccate. Il riconoscimento dell’aggressore è avvenuto in caserma, attraverso un fascicolo fotografico contenente otto immagini di soggetti con precedenti penali. Il parroco ha indicato con certezza il volto del responsabile nella fotografia numero sei, identificandolo come la stessa persona che lo aveva aggredito.
Agli atti dell’indagine sono stati acquisiti anche gli screenshot dei messaggi che l’imputato avrebbe inviato al sacerdote nelle ore precedenti la rapina, in cui chiedeva insistentemente denaro. Si tratta di un giovane algerino, celibe, disoccupato e senza indirizzi email, attualmente difeso dall’avvocato Michele Maria Amici. Secondo quanto emerso, la difesa potrebbe optare per il rito abbreviato, che consentirebbe uno sconto di pena di un terzo in caso di condanna.
Il procedimento penale proseguirà dunque a febbraio, quando il giudice dell’udienza preliminare deciderà se rinviare a giudizio l’imputato o accogliere eventuali richieste di rito alternativo avanzate dalla difesa. L’aggressione al sacerdote, avvenuta in pieno centro a Ponte Felcino, rimane uno degli episodi più gravi registrati nella zona nell’ultimo anno, con la comunità parrocchiale che si è trovata a fare i conti con un episodio di violenza ai danni del proprio pastore.
Il rinvio dell’udienza segna una tappa intermedia in un percorso giudiziario che potrebbe portare al processo vero e proprio nei prossimi mesi, con il parroco costituito parte offesa e la Procura di Perugia determinata a dimostrare la responsabilità dell’imputato.

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