Prospero, giallo a Perugia: sim e carte nel mirino

Indagini sul giovane studente di informatica

Suicidio Andrea Prospero, resta ai domiciliari il 18enne, nessun segnale di pentimento

Prospero, giallo a Perugia: sim e carte nel mirino

Prospero – Proseguono le indagini sulla morte di Andrea Prospero, il giovane studente di Informatica trovato senza vita in un appartamento a Perugia. Il suo computer, elemento chiave per le indagini, è risultato irrecuperabile a causa di danni irreparabili. Gli inquirenti si concentrano ora sui quattro telefoni cellulari rinvenuti nell’abitazione, nella speranza di trovare elementi utili a ricostruire le ultime ore di vita dello studente.

Il mistero delle sim e delle carte

Un dettaglio che ha colpito gli investigatori è il ritrovamento di numerose sim card e di una carta di credito intestata a un’altra persona all’interno dell’appartamento. Questo ha aperto diverse ipotesi, tra cui quella di un possibile coinvolgimento di Prospero in attività illecite online, come il “carding”, ovvero l’utilizzo fraudolento di carte di credito rubate.

L’ipotesi del coinvolgimento in attività illecite

Gli inquirenti non escludono che il giovane possa essere stato coinvolto in giri poco chiari, forse legati al mondo del web. L’ipotesi è che Prospero potesse essere coinvolto in truffe online o in attività illecite legate all’utilizzo di carte di credito rubate. Questo spiegherebbe anche il possesso di numerose sim card, che potrebbero essere state utilizzate per attività illecite.

L’esame tossicologico e le indagini

Sarà l’esame tossicologico a chiarire le cause della morte, mentre gli inquirenti continuano ad indagare sulla “doppia vita” di Prospero. Un punto cruciale è capire come mai il giovane avesse preso in affitto un secondo appartamento, pur avendo già una stanza nello studentato.

Le domande della famiglia

La famiglia di Andrea Prospero, assistita dagli avvocati Francesco Mangano e Carlo Pacelli, chiede chiarezza su quanto accaduto. Il padre Michele esclude l’ipotesi del suicidio e si interroga sul perché Andrea avesse con sé tutte quelle sim, cinque telefoni e una carta di credito intestata a un’altra persona. Resta anche da capire perché il giovane avesse affidato il portafogli alla sorella gemella Anna, invece di lasciarlo nel suo alloggio.

Le indagini sono ancora in corso e gli inquirenti stanno cercando di fare luce su tutti gli aspetti della vicenda, per dare una risposta alle tante domande che ancora aleggiano sulla morte di Andrea Prospero.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*