Presunzione di innocenza, Cardella: “Il procuratore ha il dovere di informare”

Umbria, consulta delle Fondazioni in campo contro l’usura

Presunzione di innocenza, Cardella: “Il procuratore ha il dovere di informare”

«Sono stato un convinto sostenitore della ritorna della ministra Cartabia, ha fatto il possibile, il meglio che era possibile fare. L’ho detto in più occasioni! Tranne in una parte: nella cosiddetta gestione delle conferenze stampa, dell’informazione, del cosiddetto della presunzione di innocenza. È una una riforma che non funziona, non può funzionare e guai se funzionasse». Lo ha detto il procuratore Fausto Cardella a margine della presentazione del libro in memoria di Dante Ciliani.

«L’informazione – aggiunge –  da parte del Procuratore della Repubblica del Pubblico Ministero è doverosa. Il procuratore non ha il diritto di informare. Ha il dovere di informare, di tenere al corrente attraverso la stampa l’opinione pubblica di ciò che egli sta facendo, di come lo sta facendo. La conferenza stampa è indispensabile – ha spiegato Cardella -, sono indispensabili anche le domande dei giornalisti, non ci si può limitare alla velina, a un’informazione asettica. Tra l’altro – spiega ancora – si favorisce l’informazione surrettizia, il passaggio sottobanco di notizie che invece dovrebbero essere della disponibilità di tutti: tranne le notizie che devono restare segrete, per il tempo che restano segrete». 

Ed infine: «Siamo perfettamente d’accordo l’informazione che il procuratore, il magistrato in genere, deve dare è un’informazione sobria, equilibrata, non trionfalistica. Ne abbiamo viste di pessime informazioni: di questo ne sono ben consapevole, capisco che questo possa avere ispirato le riforme di questo genere. Bisogna stare attenti! Per reprimere i fatti negativi e cioè un’informazione trionfalistica, che non sia rispettosa della presunzione di innocenza, che va impedit, non possiamo penalizzare non il giornalista, non il procuratore, ma la cittadinanza, il cittadino. L’informazione libera e ben data è un diritto di noi cittadini».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*