PERUGIA, RAPINA UNA GIOIELLERIA, BLOCCATO TUNISINO

tunisino_arrestato(umbriajournal.com) PERUGIA – Ieri sera le “Volanti” hanno arrestato B.A., tunisino del 1986 per rapina ai danni di una gioielleria e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Verso le 19:00, la Sala Operativa della Questura riceveva una chiamata da parte del titolare di una gioielleria di via dei Filosofi, che raccontava di aver subito poco prima una rapina ad opera di un nordafricano, il quale, dopo aver chiesto di visionare della merce, strappava dalle mani dell’uomo un orologio in acciaio spintonandolo altresì violentemente per impedirgli qualsiasi reazione, per poi fuggire a piedi di corsa. Il commerciante, nonostante lo shock subito, riusciva comunque a descrivere efficacemente il responsabile, che a suo dire, oltre ad essere di notevole altezza, con i capelli neri e ricci aveva anche un gesso al braccio sinistro.

Proprio questi dettagli sono stati notati dalla Volante pochi minuti dopo in Piazza Danti, allorquando gli agenti distinguevano, mentre cercava di nascondersi tra le auto in sosta, un nordafricano perfettamente corrispondente a quelle caratteristiche.
Dopo un breve inseguimento, il maghrebino veniva bloccato e condotto negli uffici del Posto di Polizia Centro Storico, dove continuava ad opporre resistenza, cagionando lesioni guaribili in 20 giorni ad un agente che tentava di ammanettarlo.
Dalla successiva perquisizione personale, i poliziotti rinvenivano addosso all’individuo e sequestravano, l’orologio in precedenza asportato, nonché un coltello a serramanico di 18 centimetri che lo stesso prima dell’ammanettamento aveva cercato di nascondere dentro il gesso che avvolgeva il suo braccio sinistro.

Il nordafricano in questione, identificato per B. A. tunisino del 1986, scarcerato da pochi giorni, con diversi precedenti penali per reati contro il patrimonio e senza fissa dimora, veniva quindi tratto in arresto per rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Informato dell’accaduto il p.m. di turno disponeva che venisse condotto presso il carcere di Capanne per rimanere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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