PERUGIA, QUESTORE LASCIA INCARICO, VA A ROMA

questore_perugia (3)PERUGIA – Nicolò Marcello D’Angelo, il questore di Perugia, lascia la città umbra per la direzione centrale Immigrazione e frontiere della polizia di Stato, a Roma, dove svolgerà l’incarico di consigliere ministeriale. “In questi due anni abbiamo fatto uno straordinario lavoro”. Lo ha detto D’Angelo tracciando un bilancio della sua attività. “Me ne vado come questore soddisfatto” ha sottolineato D’Angelo. Che ha parlato anche dell’attività nell’ultimo anno.
“Ci sono – ha sostenuto – dati abbastanza confortanti. Con una forte attività di repressione e di prevenzione”. Tra gli aspetti più significativi dell’ultimo anno D’Angelo ha citato l’istituzione del posto fisso di polizia nel centro storico di Perugia e del reparto prevenzione crimine Umbria.

Il Sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali: “La partenza del Procuratore Fumu e del Questore D’Angelo fa parte dei normali meccanismi di avvicendamento degli uomini dello Stato. Salutiamo entrambi con amicizia, e con altrettanta amicizia e spirito di collaborazione accoglieremo chi verrà al loro posto. Non possiamo, però, oggi  non notare che il lavoro del Dott. Fumu e del Dott. D’Angelo ha segnato un periodo importante per la nostra città, un periodo in cui si è registrato un vero cambio di passo sul versante della sicurezza. Perugia è oggi più sicura di prima perché più di prima è controllata, perché si è avviata la buona pratica di allontanare dalla città gli spacciatori che l’ avvelenano, perché intere aree sono state “bonificate”, perché i cittadini vedono la presenza ed i risultati delle attività delle forze dell’ ordine e dei magistrati. E perché chi delinque ha ormai capito che Perugia non è più una sorta di terra amichevole, se non proprio franca. Ma, cosa certamente altrettanto importante, sia il Procuratore Fumu che il Questore D’Angelo hanno svolto i loro ruoli calandosi nel tessuto della città, interloquendo con i cittadini, sottolineando in più occasioni che la sicurezza di una comunità è responsabilità di tutti e che tutti devono farsene carico, ovviamente ciascuno con le proprie competenze. Abbiamo molte volte sentito o letto di come il Procuratore ed il Questore, rivolgendosi soprattutto ai giovani, ma non solo, abbiano sottolineato che legalità significa anche assumere comportamenti corretti a partire dalle azioni più elementari. Che legalità vuol dire in primo luogo cultura della convivenza e del rispetto delle leggi. Questa è la strada giusta, e su questa strada continueremo con il nuovo Procuratore ed il nuovo Questore, che potranno contare sulla più stretta ed incondizionata collaborazione dell’ Amministrazione comunale”.

I dati: Sono 333 gli arresti eseguiti nel 2013 dalla questura di Perugia (tra cui 176 corrieri e spacciatori) che ha sequestrato 22 chili di droga e denunciato 1.462 persone. “Eccellenti risultati” raggiunti sul fronte della prevenzione: 208 avvisi orali, quasi 400 i fogli di via obbligatori (+46 per cento rispetto all’anno precedente) e 17 tifosi a carico dei quali è stato emesso il Daspo.

Durante l’operazione Dracula la squadra mobile ha sequestrato beni per un valore di 700 mila euro, tra cui nove unità immobiliari, titoli a risparmio e auto riconducibili a sei famiglie albanesi. Nell’anno appena trascorso sono stati espulsi 319 extracomunitari sprovvisti di documenti d’identità. Nell’ambito dell’attività contro il fenomeno dell’immigrazione clandestina sono stati accompagnati ai Cie 97 stranieri, per lo più provenienti dal nord Africa.

La Divisione amministrativa ha rilasciato 11.775 documenti validi per l’espatrio e 2.443 licenze da caccia, sospendendone 172. Inoltre cinque esercizi commerciali sono stati chiusi per violazioni amministrative.

Per quel che riguarda i servizi di ordine pubblico, invece, la questura è stata impegnata per decine di manifestazioni, oltre che in eventi come Umbria Jazz, Eurochocolate, la visita di Papa Francesco ad Assisi e gli appuntamenti istituzionali ai quali hanno partecipato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della Camera e del Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, il premier Enrico Letta e altri esponenti del Governo.

La digos è stata impegnata in 292 servizi, di cui 58 riservati. Rispetto al 2012 il numero degli arresti è risultato in leggero calo (erano stati 382 nel 2012) ma – è stato spiegato – si registra una maggiore percezione in termini di sicurezza.

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