Perugia, Pro Loco Colombella, edificio in degrado

proprieta lana 2 ColombellaCOLOMBELLA – “Pericolossismo!”. Così Francesco Brunetti, Presidente della Pro Loco di Colombella definisce la casa ed i relativi annessi che versano in stato di degrado ed ‘impreziosiscono’, per dirla con ironia, il centro del paese.

“Da tempo immemore – prosegue – questa grande proprietà privata è disabitata e lasciata in totale abbandono. Al di là dell’impatto visivo, non certo dei migliori, la situazione sta degenerando, perché molte porzioni dello stabile, letteralmente inghiottito dalle erbacce, in particolare al piano superiore, si stanno disgregando a causa dell’azione corrosiva dell’umidità che provoca frequenti microcrolli. I cultori di storia locale e gli stessi paesani, nel corso degli anni hanno assistito impotenti a questo sbriciolamento progressivo, ma ora il corpo principale è davvero troppo fatiscente e, quel che peggio, nei locali adiacenti la casa, usati tradizionalmente come pollai e stalle, la copertura in eternit si sta sfaldando. Va da sé che la zona è ad alto rischio, soprattutto per i bambini che, specialmente ora che sono in vacanza, scorrazzano nelle vicinanze a piedi o in bici”.

Lo sfogo è comprensibile. Quel complesso, infatti, posto al centro di Colombella, proprio laddove la struttura rigida e verticale del paese trova una sorta di ‘apertura’, non è davvero un bel vedere! Più di una decina d’anni fa, la Pro loco aveva cercato un contatto con i proprietari, gli eredi Lana (famiglia che possiede anche altri terreni sulla collina a ridosso dell’immobile incriminato e che all’epoca aveva in itinere una procedura di lottizzazione con il Comune di Perugia), ma nonostante gli incontri, nello studio dei legali ed alla presenza anche dei tecnici incaricati del procedimento immobiliare, per quanto ipotizzate, le soluzioni non sono mai arrivate. Da qui l’urgenza della Pro Loco di reiterare le richieste e sollecitare qualche provvedimento.

“Non vogliamo puntare il dito – evidenzia ancora il Presidente – però come Associazione finalizzata a tutelare e promuovere il contesto di riferimento, non possiamo neppure permettere che questo stato di cose si protragga ancora. Speriamo, pertanto, che prima di far intervenire le istituzioni pubbliche, siano gli stessi proprietari a sentirsi stimolati ed in dovere di dare indicazioni. Sicuramente, il progetto di sviluppo che avevano in animo di realizzare ha subito delle battute di arresto, o forse si è arenato del tutto, però è indiscutibile che continui a sussistere la loro responsabilità su uno spazio che, non essendo recintato ed inaccessibile – continua Brunetti, portando a supporto delle parole una copiosa documentazione fotografica – è fruibile liberamente dai residenti, soprattutto da quanti non hanno consapevolezza del pericolo, nonché da sbandati, per qualche incursione notturna. Non possiamo – conclude – fare finta di niente ed assistere all’usura dei nostri beni, siano essi pubblici o privati, ma che fanno parte della fisionomia del nostro paese”.

 

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