PERUGIA, OMICIDIO POLIZZI, SI DECIDE PER RINVIO A GIUDIZIO

Valerio e Riccardo Menenti
Valerio e Riccardo Menenti
Valerio e Riccardo Menenti

PERUGIA –

Se ci sarà il rinvio a giudizio per Valerio e Riccardo Menenti, accusati di essere rispettivamente mandante ed esecutore dell’omicidio di Alessandro Polizzi, lo si saprà al termine dell’udienza cominciata attorno alle undici davanti al giudice Lidia Brutti. Padre e figlio, anche questa mattina, non si sono presentati in aula nel tribunale di Perugia. Aspetteranno nelle celle, a Terni Riccardo e a Capanne di Perugia, Valerio. In aula, come l’altra volta, i genitori della vittima e la fidanzata di Alessandro, Julia Tosti. La giovane fu ferita alla testa con una spranga di metallo, mentre il colpo di pistola, lo stesso che uccise Alessandro, la ferì ad una mano. Il giudice Lidia Brutti si ritirerà in camera di Consiglio al termine della discussione. Questo per decidere se padre e figlio dovranno comparire o meno dinanzi ad una corte per essere giudicati. A carico di Riccardo Menenti, il padre, la decisione parrebbe scontata. Troppi sarebbero gli elementi probatori cui si aggiungono anche le ammissioni dell’impuntato.

 

Riccardo Menenti, infatti, avrebbe raccontato ai magistrati di essere entrato nell’appartamento di via Ettore Ricci a Perugia. la casa dove i due stavano a dormire. L’avrebbe fatto per dare una lezione ad Alessandro. Il giovane, secondo quanto avrebbe riferito Menenti, sarebbe il responsabile dei ripetuti pestaggi subiti dal figlio Valerio.  Riccardo, pero’, continua a smentire la dinamica della colluttazione. La rivoltella Beretta dalla quale è stato esploso il colpo mortale, secondo quanto avrebbe riferito Menenti, non sarebbe la sua. E il proiettile sarebbe partito accidentalmente nella rissa. Nel caso di un rinvio a giudizio, per Valerio Menenti, sembra che gli avvocati siano intenzionati a chiedere al Giudice la concessione degli arresti domiciliari.

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