Pazienti disabili picchiati al centro diurno, presi a calci, per i capelli, per il collo e strattonati
Presi a calci, per i capelli, per le orecchie, per il collo, a pugni in faccia, ma anche a schiaffoni sulle guance. E poi, ancora, strattonati, spinti a forza su un divanetto. In caso di “punizione” i più irrequieti venivano costretti con la forza a rimanere per lunghi periodi e a volte anche per l’intera giornata, seduti su poltrone e divani, dove venivano abbandonati a sé stessi per ore. Insultati, derisi, minacciati e fatti bersaglio di scarpe lanciate quasi per noia.
Quella documentata dai carabinieri del Nas di Perugia – coordinati dal pm, Mario Formisano della Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone – è una galleria degli orrori. A scrivere così è il Corriere dell’Umbria di oggi in un articolo a firma di Francesca Marruco.
I militari hanno piazzato telecamere nella struttura e ripreso gli episodi. “Guarda qua cretino” dice uno degli arrestati mentre accompagna uno degli ospiti più maltrattati fuori dal bagno dove poco prima lo ha “colpito con due schiaffi e con un violento calcio”.
L’ordinanza – che prevede per tutti gli indagati gli arresti domiciliari – giunge al termine di una complessa e articolata attività investigativa. Le indagini, svolte anche attraverso intercettazioni ambientali audio e video, “hanno permesso di svelare – riferisce la procura di Perugia – molteplici condotte con veri e propri abusi fisici e psicologici”.
Pazienti affetti da disturbi autistici che venivano ospitati – dietro lauta retta giornaliera – nel centro diurno Forabosco di Collestrada, di proprietà della Fondazione Aurap.
I militari del Nas hanno arrestato tre persone: due educatori e un operatore sanitario accusati di maltrattamenti e lesioni personali. Si tratta di un 34enne originario di Brindisi, un 44enne perugino e un 54enne originario di Frosinone. Il gip Margherita Amodeo ha disposto i domiciliari.
Oltre a loro ci sono altri 4 indagati, tra cui la psichiatra, direttrice sanitaria della struttura, e gli altri operatori che sapevano, vedevano e non hanno segnalato o denunciato nulla.
Gli indagati, venendo meno ai loro obblighi, avrebbero posto in essere in maniera sistematica una serie di atti di umiliazione, condotte vessatorie fisiche e verbali, e intimidazioni. Gli episodi di maltrattamenti e violenza si sarebbero verificati in presenza di altri ospiti disabili e talvolta anche davanti ad altri operatori che non hanno presentato denuncia.
A far scattare le indagini era stata la denuncia del padre di un ragazzo: il figlio aveva ecchimosi a glutei, parti intime, occhi, zone “tumefatte”.
Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Berellini e Matteo Buttò.
Maltrattamento disabili, Nas arrestano tre, accertamenti su altre persone

Se i fatti contestati venissero accertati, a tutti i responsabili andrebbe applicata la pena dei lavori forzati con palla al piede per almeno 10 anni .