Omicidio Paggi, l’assassino ha confessato: «Voleva ammazzare mio figlio»

 
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Omicidio Paggi, l'assassino ha confessato: «Voleva ammazzare mio figlio»

Omicidio Paggi, l’assassino ha confessato: «Voleva ammazzare mio figlio»

Mirco Paggi e Antonino Catalano avevano lavorato insieme distribuendo volantini. Era Mirko che doveva avere dei soldi da Antonino, sembra cento euro. «Basta mi sono stancato: se non vuoi darmi i soldi domattina sgozzo tuo figlio, tanto passa sempre davanti casa mia”. Queste le parole di Mirko Paggi dette un attimo prima i essere ucciso da Antonino Catalano. Omicidio avvenuto serata di mercoledì in via Porta a Ponte d’Oddi. Antonino Catalano – riporta il Corriere dell’Umbria di oggi – ha detto di aver imbracciato il fucile dopo aver sentito queste parole e ha fatto fuoco. L’arma, che aveva le canne mozzate, ed era detenuta illegalmente.

Il reo confesso, che ieri è stato trasferito nel carcere di Capanne, è assistito dagli avvocati Giuliano Bellucci e Chiara Brunori. L’uomo ha confessato l’omicidio del 43 enne, avvenuto al culmine di una lite causata da continue richieste di denaro da parte di Paggi. Una situazione – ha dichiarato l’uomo – che andava avanti da tempo, almeno 6 mesi. Inoltre – ha spiegato – che la vittima chiedeva soldi, dieci o venti euro, con cadenza quasi giornaliera e, se non li aveva, lui reagiva male e lo minacciava.

Nel quartiere molti ricordano come Mirko fosse solito chiedere dei soldi sostenendo che gli servivesso per comprare le medicine alla madre.

Per queste richieste di denaro Catalano aveva sporto denuncia per minacce aggravate a gennaio scorso e prima di sparare aveva chiamato due volte il 113, dicendo che Paggi stava fuori dell’abitazione e gli dava fastidio. Negli ultimi mesi – ha anche chiarito – la situazione si era fatta pesante e così, quando poteva gli offriva qualche lavoretto come volantinaggio.

A casa di Antonino fino a qualche mese fa era andata a vivere una donna straniera che in cambio dell’ospitalità doveva occuparsi delle faccende domestiche, ma i vicini raccontano di aver sentito delle urla per tanto tempo. Questa stessa donna aveva poi iniziato a frequentare Mirko, era andata a vivere con lui e denunciato Catalano per maltrattamenti.

Catalano a Capanne è entrato con una bombola dell’ossigeno alla quale resta attaccato a causa di un enfisema polmonare. Sempre nel penitenziario si svolgerà l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Natalia Giubilei. Nelle prossime ore verrà effettuata la convalida dell’arresto e l’autopsia sul corpo di Mirko Paggi, sarà effettuata sabato mattina dal medico legale Luca Pistolesi.

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