No mascherina al lavoro, sit-in alla Brunello Cucinelli, Fronte del Dissenso con Anita 📸 FOTO

No mascherina al lavoro, sit-in alla Brunello Cucinelli, Fronte del Dissenso con Anita

“Sto provando ad entrare per la terza volta dopo due sospensioni immediate cautelari perché, giovedì 5 maggio, non ho aderito all’utilizzo della mascherina”. A dichiararlo durante un sit-in è Anita Mariani operaia dell’azienda Brunello Cucinelli S.p.A.

Parla Anita Mariani

“Non ritengo che sia un dispositivo opportuno – spiega la dipendente – perché potrebbe provocare l’ipercapnia attraverso l’inalazione delle particelle del materiale di cui è fatta la mascherina. Io non voglio assolutamente rischiare la mia salute per delle imposizioni dettate dalle parti sociali che comunque di rango secondario rispetto alla Costituzione che è di rango primario e quindi io mi appello alla Costituzione e spero che questo serva a qualcosa anche per le altre persone, per i bambini che vengono imbavagliati ingiustamente a scuola ed obbligati a restare ore e ore senza senza respiro, inalando la propria anidrite carbonica, che sapete fa molto male”.

Sit-in alla Cucinelli

Il tutto si è svolto durante un sit-in – come detto – avvenuto davanti all’azienda Brunello Cucinelli. Anita Mariani, dipendente da due anni circa si occupa del controllo della qualità dei capi, ha protestato insieme ad alcuni esponenti del Fronte del Dissenso.

“Nonostante sia finito lo stato di emergenza – dice il Fronte del Dissenso – alcuni datori di lavoro inspiegabilmente impongono ancora ai propri lavoratori l’utilizzo di mascherine nei luoghi di lavoro, rinviando ad un Protocollo Condiviso del 06 aprile 2021. Com’è possibile che ancora si chieda ai lavoratori in periodo estivo, nonostante la conclamata inutilità, di indossare una mascherina che dovrebbe proteggerli dentro l’azienda, quando oramai non viene più richiesta per qualsiasi tipo di attività sociale e ricreativa. Questa manifestazione vuol essere un nobile Invito a tutti lavoratori ed a tutti i Brunelli Cucinelli che hanno reso l’Italia quella forte potenza industriale che un tempo era, a ritrovare il vero, il giusto, il sano e l’etico rendendo i propri lavoratori libero da misure che nulla hanno di preventivo e precauzionale ma sono solo catene all’essere umano”.

“Non ho avuto modo di parlarne con il mio datore di lavoro – spiega Mariani – seppur io lo abbia proposto sia in una riunione sia tramite una mail, non hanno voluto aderire a questa mia proposta anche se ho desiderato molto parlare faccia a faccia con il mio datore di lavoro perché appunto è lui che ne fa le veci e mi piacerebbe tuttora quindi io io sono qui disponibile per un confronto, non per attaccare. Mi interessa sapere il perché e far valere i miei diritti e mi interessa respirare”.



4 Commenti

    • WOW, che umanità si sente… problemi di invidia, senso di inferiorità? almeno lei crede nei suoi ideali e lotta per gli stessi, non una delle tante pecore belanti che si mette in fila… ha chiesto di parlare col datore di lavoro e neanche ha avuto risposta. N.B. non tutto ciò che fa il Cucinelli è nel giusto, solo perchè è il Cucinelli!

  1. Ha ragione, è vergognoso.

    È vergognoso che, dopo due anni di errori e bugie da parte di chi doveva proteggere la popolazione, adesso che la pandemia non fa più paura, i lavoratori siano costretti a indossare ancora la mascherina.

    Si può andare a decine in pizzeria, a centinaia in discoteca, a migliaia ai concerti.. ma un’operaia seduta da sola alla sua postazione rappresenta un rischio (come, del resto, i pericolosissimi bambini delle elementari).

    Suvvia, prima di usare il lanciafiamme fermiamoci un attimo a riflettere.

  2. Bravissima Anita, è bello leggere che esiste ancora gente come lei. Quanto al datore di lavoro…. si commenta da solo e non è la prima volta che commette soprusi.

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