Morte Samuele De Paoli, le parole dell’avvocato Gatti che difende l’indagata 🔴 VIDEO

 
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Morte Samuele De Paoli, le parole dell'avvocato Gatti che difende l'indagata

Morte Samuele De Paoli, le parole dell’avvocato Gatti che difende l’indagata

di marcello migliosi e morena zingales
Proseguono le indagini da parte della Procura della Repubblica di Perugia per stabilire le cause della morte di Samuele De Paoli, il 22enne di Bastia Umbra trovato morto all’interno di un fosso a Sant’Andrea delle Fratte, la mattina dello scorso 28 aprile.

Il pm ieri ha dato il nulla osta al dissequestro della salma, dopo l’autopsia effettuata, e la successiva consegna alla famiglia per effettuare il funerale che si svolgerà – lo ricordiamo – mercoledì 5 maggio nella chiesa di San Michele Arcangelo a Bastia Umbra.

Per la morte del ragazzo è indagata, per omicidio preterintenzionale, una trans brasiliana di 43 anni, meglio nota come Patricia, che la sera del 27 aprile avrebbe consumato un rapporto sessuale con la vittima prima che morisse.

Noi abbiamo sentito il legate di Patricia, l’avvocato Francesco Gatti, che ha confermato le versioni che riguardano la sua assistita e le dichiarazioni che la 43enne ha fatto agli inquirenti.

La notifica di un avviso di accertamenti tecnici non ripetibili sui cellulari, sia della vittima, sia della mia assistista. E’ l’ultima novità emersa nelle ultime ore – dice l’avvocato.

Patricia ha raccontato di “essere scappata dal luogo del fatto e di essere corsa verso via Penna”, strada nei pressi a quella di campagna dove è stato trovato il corpo del giovane e l’auto parcheggiata lungo la strada, la Panda rossa.

“La mia assistita – dice l’avvocato – ha raccontato che quando è scappata via il ragazzo era ancora vivo. Allo stato attuale le conclusioni della perizia non smentiscono questa versione”.

I medici legali Sergio Scalise Pantuso e Mauro Bacci hanno riscontrato la lesione del nervo vago, provocata dalla stretta che l’indagata ha ammesso con gli inquirenti. La trans accusata di omicidio preterintenzionale ha detto di essere stata aggredita da Samuele e di essersi solo difesa.  “Segni sul collo della vittima compatibili con una mano, quattro dita da una parte e il pollice in opposizione dall’altra”. E’ quanto emerge dai primi risultati dell’autopsia effettuata nella giornata di venerdì scorso. Samuele potrebbe essere morto in seguito alla stretta al collo che gli sarebbe risultata fatale. Sul collo di Samuele De Paoli ci sono i segni della mano destra del 43enne brasiliano. Nell’esame autoptico sul corpo del 22enne è stato ipotizzato uno shock al nervo vago proprio per la stretta al collo. Da lì potrebbe essersi innescato l’arresto cardiaco. Ma si attendono ancora gli esami tossicologici e istologici.

E’ vero che c’è una terza persona, oltre alla vittima e Patricia? “Una terza persona c’è – risponde l’avvocato Gatti –. Si tratta di un uomo che Patricia definisce il suo autista. Una persona che l’accompagna sempre sul luogo di lavoro e che poi la va a riprendere. La sera della morte di Samuele, l’autista è andato a riprendere la trans sul luogo e riportata a casa a Fontivegge. L’autista è stato sentito dalla polizia e ha confermato la stessa versione di Patricia. L’uomo ma non è stato sul luogo del delitto, è colui che ha visto l’indagata per ultima prima dell’incontro con la vittima, ed è sempre lui che ha rivisto Patricia per la prima volta dopo la morte del ragazzo”.

Patricia ha raccontato agli inquirenti di essere stata picchiata. “Essendo stata presa di sorpresa – aggiunge Gatti – io credo che Patricia all’inizio e per lungo tempo, perché i segni riportati sono inequivocabilmente rilevanti, abbia preso molte botte, sul volto, ciocche dei capelli strappati, 4 costole rotte, ecchimosi e molte tumefazioni, sul seno, tutto il lato sinistro è macerato. Una persona che è stata pesantemente picchiata di questo si era reso conto il medico legale, il dottor Sergio Scalise la sera stessa dell’interrogatorio. La mia assistita è stata a lungo visitata e fotografata dal dottor Scalise e di questo si sono resi conto gli inquirenti, il dottor Giuseppe Petrazzini, e gli altri ufficiali di polizia giudiziaria. Ho motivo di ritenere che se non ci fosse allo stato attuale la ragionevole certezza che Patricia sia stata aggredita e pesantemente picchiata, in questo momento le determinazioni della Procura sarebbero state del tutto diverse, in ordine anche alla sua posizione”.

La trans brasiliana ha detto che la giovane vittima l’avrebbe colpita con un bastone che non è stato ritrovato: L’avvocato Francesco Gatti, dice che sul luogo dell’omicidio ci sono tre alberi, tre grosse querce dove ci sono rami che potrebbero essere compatibili con la descrizione della sua assistita. De Paoli avrebbe molte escoriazioni sulla mano destra, quella con la quale avrebbe colpito Patricia nel volto e al corpo, ma poche sulla mano sinistra. Secondo Gatti, quindi, sarebbe la mano sinistra quella con la quale il giovane avrebbe impugnato il famigerato bastone.

Patricia fa uso di droga? “La mia assistita ha riferito al Procuratore della Repubblica di non essere un soggetto dedito al consumo di stupefacenti, peraltro, la Procura ha disposto degli accertamenti non soltanto sulla vittima, ma anche sull’indagata, vedremo – ha concluso Gatti – se la mia assistita ha detto la verità. Al momento serve raccoglimento e il rispetto per il dolore della famiglia che ha perso un proprio caro”.

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