Malvivente ruba borsa in auto ad una commercialista, panico in via Pellas

 
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Malvivente ruba borsa in auto ad una commercialista, panico in via Pellas

Malvivente ruba borsa in auto ad una commercialista, panico in via Pellas

di Marcello Migliosi
«Giovedì sera ho subito uno scippo a Perugia e sono ancora sconvolta, oltre che dispiaciuta», sono le parole di una commercialista che è stata derubata della borsa mentre era in auto, ferma al semaforo di via Fratelli Pellas a Perugia. «Un tipo – racconta – tutto incappucciato di nero e mascherina fino agli occhi è entrato in auto improvvisamente e mi ha preso la borsa che era sul sedile passeggero».

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La commercialista era uscita poco prima delle 20 da uno studio legale, do ve si era recata per lavoro. «Sono salita in auto e prima di partire – ricorda – ho indugiato un po’ prima di spegnere la luce perché avevo bisogno di controllare alcune cose, dopodiché sono partita e, appena arrivata al segnale semaforico, sono stata derubata…roba da infarto!».

  • Il racconto prosegue con altri particolari

«Avevo tutto in borsa, documenti, carte di credito, denaro, tessere varie, le foto dei miei figli….occhiali, chiavi, orecchini, più documentazione cartacea di lavoro e privata..».

  • Valore del furto

Tra soldi, monili e valore della borsa (200 €), il valore complessivo si potrebbe aggirare sugli 800 €.

L’uomo, che da una prima descrizione, anche fornita dai testimoni, dovrebbe essere un bianco di corporatura minuta, è stato velocissimo. « – racconta la vittima -, è entrato deciso contro di me, non ha parlato, ha sentito con le mani, o forse l’ha vista, l’ha afferrata ed è schizzato fuori dall’auto».

  • E siccome dentro alla borsa della signora c’era anche la carta di credito, il malvivente, mezz’ora dopo il colpo, aveva già tentato il primo prelievo.

«E meno male che ho bloccato la carta – dice ancora -, era giovane e piccoletto e qualcuno l’ho ha visto correre in direzione del parco (a poca distanza c’è quello di Sant’Anna ndr)…».

  • La commercialista era uscita da pochissimo da una corte privata

«Non ho pensato di chiudermi in auto – spiega -, ero appena uscita…era deserto in giro. Non mi era mai successa una cosa del genere e, di solito, non mi chiudo e non ho pensato proprio che potesse accadermi una cosa del genere»

  • Non ti viene in mente un atto di delinquenza

La suv della commercialista non è, forse impostata sulla chiusura automatica o magari la vettura non aveva raggiunto la velocità necessaria per far scattare il meccanismo automatico di bloccaggio delle portiere. «Sì ho un pulsante che attivo manualmente, e forse può anche essere programmato – racconta ancora -, ma vengo spesso a Perugia, vengo da clienti o per altre commissioni, mio figlio studia all’università e quindi sono qui anche per lui, ma mai avrei creduto che, in questo momento di restrizioni dove davvero non c’è nessuno in giro, potesse capitarmi una cosa del genere».

Dai condomini di via Pellas sono scese di verse persone perché la signora ha gridato. C’è stato anche chi, come una avvocata ha tranquillizzato la commercialista, dicendole però di bloccare subito le carte di credito. C’era anche un poliziotto in borghese che, con l’aiuto di una torcia elettrica, ha fatto anche un giro tutto attorno al luogo del furto.

«Sul luogo – riferisce la donna – sono tornata anche con mio figlio nella speranza di poter ritrovare qualche cosa che c’era nella borsa. Per altro, all’interno, c’era anche una “pennetta” usb con dentro documentazione di lavoro che ora non potrò più recuperare». La professionista lancia anche un appello, nel caso chi ha fatto il colpo leggesse, affinché mi faccia riavere tutto quel materiale che non ha alcun valore economico, ma “per me ne ha per via del mio lavoro”, dice.

Sul posto sono arrivati i Carabinieri di Perugia e il giorno successivo, nella sua città in Alto Tevere, la vittima del furto è andata presso la sede dei Militari dell’Arma a denunciare il fatto.

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