Malasanità, uomo morto giorno di Natale, lettera in redazione del SIMEU

 
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Malasanità, uomo morto giorno di Natale, lettera in redazione del SIMEU

Malasanità, uomo morto giorno di Natale, lettera in redazione del SIMEU

Gentile Direttore,

abbiamo appreso da alcuni giornali la triste vicenda del 25 dicembre 2017, recentemente trattata anche dal giornale che Lei dirige, giorno in cui è avvenuto il decesso di un uomo di 55 anni durante il trasporto presso l’ospedale Santa Maria delle Misericordia di Perugia. Partecipando al cordoglio della famiglia ci sentiamo, in quanto sezione regionale della Società Italiana Medicina d’Emergenza-Urgenza (SIMEU), di esprimere alcune nostre riflessioni in merito.

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Crediamo innanzitutto che non sia opportuno – se non pericoloso – parlare di malasanità riportando circostanze la cui veridicità non sia stata ancora provata, in assenza peraltro di alcun contraddittorio.

Diciamolo forte e chiaro: gli operatori sanitari (medici, infermieri, autisti di ambulanza, operatori socio-sanitari), in particolare del mondo dell’emergenza, combattono ogni giorno una lotta durissima contro la malattia e la morte.

L’Italia ha dati eccellenti nella performance del sistema sanitario. Eppure a leggere talora alcuni fatti di cronaca sembrerebbe il contrario. In pochi riportano le innumerevoli storie con il lieto fine, pochi pazienti e pochi loro familiari si adoperano per documentare a livello mediatico le innumerevoli vite salvate dai sanitari dell’emergenza.

D’altro canto i sanitari stessi, impegnati nel frattempo a salvare altre vite, spesso non hanno neppure il tempo di difendersi pubblicamente né successivamente sbandierano ai quattro venti via stampa l’assoluzione da accuse che prima sono state mosse loro e che hanno riempito pagine di giornali.

Non è sempre possibile salvare una vita

Con tutta la passione, le conoscenze mediche, l’umanità, la tecnologia e la diligenza, non è sempre possibile salvare una vita. Ogni morte pesa sul cuore di noi sanitari come un macigno, così come ogni vita salvata, per fortuna, dona l’energia che ci permette di continuare ad esercitare un’attività lavorativa in cui le gratificazioni sono di gran lunga inferiori alle critiche mosse.

Ogni insuccesso è un fallimento

Ogni insuccesso è un fallimento per il sanitario, ma sembra che ci si debba piuttosto concentrare sulla ricerca dei colpevoli, pratica che fomenta il clima di odio e intasa le aule di tribunale.

Alcune regole elementari

Bisogna ricordare alcune regole elementari.

Se, per esempio, una certa patologia si associa ad una mortalità del 3% questo significa che per ogni 1000 casi di quella patologia ci saranno 30 decessi circa, anche se pratichiamo le cure migliori disponibili.

Questa lettera aperta non vuole essere un atto di assoluzione

Questa lettera aperta non vuole essere un atto di assoluzione perché i processi di fanno in tribunale, ma vuole porre l’attenzione sulla necessità di ristabilire una fiducia tra paziente e sanitario. Non possiamo immaginare cosa potrebbe succedere se nessuno volesse più dedicarsi ed impegnarsi nel mondo dell’emergenza, se nessuno volesse più impegnarsi in un’attività in cui procedure salvavita sono gravate da alto rischio di insuccesso.

Segnaliamo, infine, per un’analisi più approfondita della vita dei sanitari dell’emergenza, un recente ed importante intervento del presidente SIMEU, Dott. Salvatore Manca, tratta da il Fatto Quotidiano

Dott.ssa Maria Rita Taliani
presidente SIMEU Umbria (Sezione Umbria della Società Italiana d’Emergenza-Urgenza)

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