PERUGIA – I Carabinieri del Comando Provinciale di Perugia, nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno della c.d. criminalità diffusa radicata nel territorio e in particolare i numerosi furti, rapine e reati predatori commessi nel capoluogo, hanno arrestato C. E., classe 1993, incensurato, operaio, di nazionalità albanese. Erano appena trascorse le 7.30, allorquando al numero di emergenza 112 dei Carabinieri di Perugia giungeva una telefonata con la quale una giovane donna chiedeva aiuto perché era stata, poco prima, vittima di una rapina commessa da una persona travisata ed armata di un grosso coltello all’interno del Bar posto nell’area di servizio, sita in frazione Ripa sulla SS/318 Perugia/Ancona. La vittima, impiegata in quell’Autogrill, di fronte alla minaccia di un coltello era stata costretta a consegnare la somma contante di 580,00 euro, custodita nel registratore di cassa. Subito dopo l’atto delittuoso, il malvivente si era dileguato fuggendo a bordo di una autovettura, non prima di aver minacciato i clienti ivi presenti. Alcuni di loro, riuscivano comunque a scorgere il modello dell’autovettura sulla quale era salito il rapinatore. Una cellula operativa, in abiti civili, del Reparto Operativo impiegata nei quotidiani servizi antirapina, facente parte del dispositivo di contrasto alla criminalità comune predisposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Perugia, intervenuta dopo appena 15 minuti sul luogo teatro dell’evento delittuoso, visionando le immagini delle telecamere poste nelle principali arterie stradali – che si ipotizzava potessero essere utilizzate quali vie di fuga – riuscivano, grazie alla sofisticate dotazioni tecniche – che consentono l’ingrandimento dei fotogrammi delle immagini ritraenti il veicolo in fuga – a individuare alcuni numeri di targa – appena due – nonché tre lettere.
I successivi accertamenti tecnici, integrati dall’acquisizione di alcune testimonianze di cittadini presenti nelle immediate vicinanze del luogo della rapina, permettevano, dopo appena un’ora dalla consumazione del grave fatto reato, di localizzare, dapprima, la vettura ed in seguito, l’autore della rapina. Di fronte alle evidenze probatorie, il giovane albanese non ha esitato ad ammettere le contestazioni mosse, fornendo ai Carabinieri del Reparto Operativo una serie di particolari ed elementi determinati che consentivano, in breve, di recuperare l’intera refurtiva, l’abbigliamento usato – nel frattempo il rapinatore si era cambiato indossando altri vestiti- nonché il coltello con una lama di circa 20 cm utilizzato per minacciare l’impiegata. Accompagnato in Caserma e sottoposto a interrogatorio, C.E., dinnanzi al Magistrato titolare delle indagini, nel frattempo intervenuto negli uffici di via Ruggia, alla presenza dell’Avvocato d’ufficio, ammetteva di essere responsabile non solo di quella rapina ma anche di un’altra commessa, sempre ai danni del medesimo esercizio, nel mese di ottobre, che gli aveva fruttato un bottino di 800,00 euro.
Il giovane albanese ha cercato di giustificare le sue azioni dichiarando di essere vittima del gioco. In lacrime, ha confessato che da diverso tempo sperperava il proprio stipendio di operaio, dissipando tutti suoi risparmi in slot/machine, video poker, scommesse varie. Dipendente dal gioco, nonostante avesse più volte cercato di uscire da tale stretta, da più parti riconosciuta come una vera e propria patologia, onde estinguere i debiti contratti con alcuni amici a causa di tale ludopatia, dopo aver trascorso la notte insonne, di prima ora, per recuperare il contante aveva deciso di rapinare quel Bar. In precedenza avevano saccheggiato anche gli introiti dell’Azienda nella quale tuttora presta attività lavorativa, il cui titolare resosi conto degli ammanchi, accertate le cause, aveva deciso di perdonarlo non denunciandolo, consapevole della situazione. Considerato lo stato d’incensuratezza e il fatto che il malvivente ha immediatamente confessato i due reati, è stata disposta, in luogo della detenzione in carcere, la misura cautelare degli arresti domiciliari. In attesa del processo il giovane rapinatore è stato redarguito da Carabinieri a porre fine a queste condotte delittuose, accettando di essere sottoposto a un programma di riabilitazione per soggetti ludopatici.

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