LOTTA AL LAVORO SOMMERSO DA PARTE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Guardia di Finanza(UJ.com3.0) PERUGIA – La Guardia di Finanza, considerato il grave fenomeno del lavoro sommerso, che danneggia sia i lavoratori sia gli imprenditori ligi alla normativa sul lavoro, ha intensificato le ispezioni rafforzando il dispositivo di controllo attraverso costanti e continui interventi presso le imprese commerciali e tutti gli operatori che utilizzano personale dipendente. Nel primo trimestre del corrente anno sono stati eseguiti n. 26 mirati interventi nell’ambito del piano regionale lavoro sommerso riscontrando in 21 casi la presenza di irregolarità.

Nell’ambito di tali attività, i Finanzieri dei reparti dipendenti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia, nel primo trimestre 2013, hanno rilevato, nell’intero territorio provinciale,  21 lavoratori “in nero” e 14 lavoratori “irregolari”, mentre 21 sono i datori di lavoro che impiegavano queste due tipologie di lavoratori.

In particolare, nel corso delle attività di controllo è emersa anche una pratica molto in uso dai datori di lavoro che è il ricorso indebito al contratto di lavoro intermittente (c.d. contratto a chiamata) per cui gli stessi lavoratori vengono impiegati in modo continuativo nell’attività lavorativa ma il prospetto paga riporta soltanto due o tre giornate lavorative in un mese.

In questo modo, i lavoratori vengono pagati in nero con somme provenienti da omesse fatturazioni mentre il titolare risparmia sui contributi previdenziali e sulle ritenute IRPEF.

Al riguardo tutte le situazioni accertate sono state segnalate alla Direzione Provinciale del Lavoro di Perugia ed agli Uffici Provinciali dell’ INPS e dell’INAIL per la definizione delle sanzioni amministrative irrogate nonché per consentire l’adozione dei conseguenti provvedimenti in materia contributiva e previdenziale.

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