Dieci pagine e due colpi al petto, poi il suicidio
Antonio Iacobellis, ex sottufficiale dell’aeronautica, aveva preparato ogni dettaglio del gesto che ha sconvolto la comunità di Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve. Prima di togliersi la vita, ha lasciato una lunga lettera di dieci pagine, scritta al computer e collocata accanto al divano dove è stato trovato cadavere. In quelle righe ha ripercorso la storia con Stefania Terrosi, compagna di anni, descrivendo un legame ormai consumato e segnato da gelosia ossessiva e dalla paura di essere sostituito.
Secondo gli investigatori, Iacobellis avrebbe atteso la donna al rientro dal lavoro e le avrebbe sparato due colpi al petto, prima di rivolgere l’arma contro se stesso. La pistola era stata acquistata appena pochi giorni prima, confermando la premeditazione. Pochi minuti prima del delitto, l’uomo aveva inviato un messaggio a un ex collega, che ha dato l’allarme ai carabinieri e ai familiari. Tra loro anche il figlio di Stefania, nato da un precedente matrimonio, giunto sul posto insieme ai militari.
Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Mara Pucci, ritengono che la decisione sia maturata dopo la rottura definitiva della relazione. Iacobellis, originario di Bari, solo una settimana prima aveva pubblicato sui social annunci per cercare un nuovo appartamento, segnale di un distacco che non riusciva a accettare.
Ora si attendono l’autopsia e l’analisi dei telefoni della coppia per ricostruire eventuali discussioni recenti. Ma la dinamica appare già chiara: un omicidio-suicidio pianificato, frutto di un rapporto logorato e di un dolore trasformato in tragedia.

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