
Il particolare strumento normativo si atteggia a facilitare l’emersione del lavoro nero per cui, attraverso l’utilizzo di tali buoni lavoro, l’imprenditore assolve gli adempimenti giuslavoristici ed i lavoratori, seppur in cassa integrazione e/o disoccupazione, non hanno nulla da temere in caso di eventuali controlli.
Gli accertamenti invece condotti hanno consentito di rilevare l’indebito utilizzo di tale modalità agevolativa di impiego, poiché l’imprenditore ha voluto dare una parvenza di legalità all’impiego dei lavoratori in caso di controlli, acquistando i Voucher per 4 giornate lavorative a fronte poi di un effettivo impiego dei lavoratori per circa 22 giorni lavorativi.
Di conseguenza si è proceduto all’inquadramento dei dipendenti nell’alveo dei contratti di lavoro a tempo determinato e per i tre lavoratori per i quali non risultavano effettuate le comunicazioni obbligatorie di assunzione è scattata nei confronti del datore di lavoro la maxisanzione prevista dall’attuale normativa sul lavoro oltre ad altre numerose violazioni di natura giuslavoristica e tributarie.
Al termine dell’ispezione, che ha riguardato soltanto un breve periodo, è stato possibile contestare al titolare del frantoio l’omesso versamento di ritenute IRPEF per 570,00 Euro, ricavi non fatturati per Euro 2.500,00 ed IVA per Euro 200,00, oltre a numerose irregolarità in materia di lavoro con l’applicazione di sanzioni per Euro 7.812,00. Sono in corso approfondimenti finalizzati all’individuazione di eventuali forme di sostegno del reddito percepite dai lavoratori in nero.

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