Pubblicato l’appello a pochi giorni dalla sua morte
Laura Santi, malata da 29 anni di sclerosi multipla, ha inviato un ultimo appello ai parlamentari poco prima della morte. Nel video, condiviso dal marito Stefano Massoli, la donna ha spiegato le condizioni irreversibili e progressive che l’hanno portata alla paralisi totale, ai dolori continui, all’incontinenza, alle crisi epilettiche, al completo annullamento della propria autonomia.
Ha ricordato di essere stata in cure palliative da oltre un anno, sostenuta da medici e terapisti, e di aver ottenuto il riconoscimento del diritto al suicidio medicalmente assistito dopo una lunga battaglia legale, richiamando la sentenza 242 della Corte Costituzionale.
Laura ha criticato duramente la proposta di legge sul fine vita in discussione, sostenendo che non tutela il diritto a porre fine alle sofferenze e che è frutto di accordi tra governo e Vaticano, escludendo le associazioni dei malati e la comunità scientifica. Ha definito la legge “una tortura nella tortura”, contestando l’esclusione del servizio sanitario nazionale dal processo valutativo, la creazione di un comitato etico nazionale di nomina governativa e l’obbligo di cure palliative prima di accedere al suicidio assistito.
Ha sottolineato i tempi lunghi e incerti che la legge imporrebbe ai malati in attesa del parere della magistratura, descrivendo la norma come un ostacolo e non una regolamentazione del diritto al fine vita. Ha invitato i parlamentari a considerare la questione come esseri umani e non come esponenti di partito, richiamando la loro coscienza di fronte alla sofferenza estrema dei malati.
Nel messaggio, Laura ha affermato di aver compiuto un atto di libertà registrando il video senza alcuna regia esterna, spiegando che la sua richiesta non è un capriccio, ma un diritto di chi soffre in modo irreversibile, sottolineando che molti malati non hanno nemmeno la possibilità fisica di esprimere la propria volontà.
Ha ricordato che già oggi la giurisprudenza italiana regola con rigore il suicidio medicalmente assistito e che una legge “buona” potrebbe evitare gli abusi, invitando il Parlamento a bocciare la proposta attuale e a discutere una legge realmente capace di tutelare le persone.
Il video si conclude con un appello accorato affinché il Paese non ignori le sofferenze dei malati più gravi e con l’invito a ogni parlamentare a votare con coscienza, guardando alla sofferenza umana prima che alla politica.

Commenta per primo