La questura di Perugia dà il via al Progetto Enea, la polizia per il cittadino

 
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La questura di Perugia dà il via al Progetto Enea, la polizia per il cittadino

Senza ombra di dubbio questa improvvisa pandemia, per i suoi riflessi psicologici, sociali ed economici, sta segnando la vita di ogni essere umano e ha colpito prevalentemente quelle tante persone identificate come appartenenti alle così dette fasce vulnerabili. Proprio in questa fase, caratterizzata da un senso di confusione e paura diffusa, la Polizia di Stato, che ha tra le sue missioni mantenere la prossimità al cittadino, ha il compito morale e materiale di implementare fattivamente ogni possibile azione di vicinanza ed aiuto a coloro che sono più in difficoltà.

Con queste parole il Questore della provincia di Perugia, dr. Antonio Sbordone, presenta il “Progetto Enea – la Polizia per il cittadino”, un’azione importante che la Polizia di Stato di Perugia realizza in sinergia con enti ed associazioni.

Il progetto è basato sul concetto di “attenzione distribuita”, la quale permette ai Poliziotti di rilevare più richieste e criticità nello stesso tempo.Sono queste le fondamenta di Enea: riuscire a mettere a fuoco le diverse criticità che condizionano la vita delle differenti fasce vulnerabili senza mai perdere di vista il quadro di insieme delle stesse nell’intera comunità.Recepire ed analizzare quindi determinate informazioni rispondendo in modo adeguato agli stimoli, è il binario in cui viaggerà il progetto.

La fascia vulnerabile che la Questura di Perugia prenderà in considerazione nel proprio start up progettuale, a partire già da domani venerdì 8 maggio sarà quella degli anziani, “categoria” questa che, in periodo di COVID-19, sta ancora pagando il prezzo più alto.Il senso di solitudine e di abbandono unito alla paura di non poter sopravvivere in determinate condizioni, la limitata capacità di poter sopperire a tutte quelle azioni necessarie per il proprio sostentamento e avere la consapevolezza di essere ospite elettivo del virus provoca nell’anziano un vero e proprio “lasciarsi andare”, aprendo le porte ad ansie e depressioni le quali, purtroppo, in molti casi, non lasciano spazio a risoluzioni.

E’ qui che la Polizia di Stato ha il dovere di far arrivare un messaggio chiaro e deciso: i più bisognosi non sono soli. La prima collaborazione, che prende il via affrontando un’area molto importante denominata “Anchise”, padre del personaggio della mitologia greca Enea portato in salvo sulle spalle dal proprio figlio durante la fuga dall’incendio di Troia, avverrà con A.D.A. Umbria – l’Associazione dei Diritti degli Anziani, vero e proprio termometro delle condizioni di vita e delle necessità dell’anziano.

“Grazie alla collaborazione con il Questore di Perugia dott. Antonio Sbordone, ed i suoi uomini, dichiara il Vice Presidente dell’Associazione, Francesco Ciurnelli, punto di contatto per la Fase Anchise, è stato possibile concludere questo accordo a favore e a tutela degli anziani. In un momento di difficoltà sociale, come quella che stiamo vivendo a causa della pandemia in corso, ancora una volta la Polizia di Stato ha dimostrato una spiccata sensibilità verso le necessità delle fasce sociali più deboli e in particolare verso gli anziani.

La collaborazione tra un’Istituzione come la Polizia di Stato ed un’Associazione di volontariato come ADA Umbria dimostra come la tutela degli anziani sia una priorità di tutte le parti sociali che hanno a cuore l’interesse dell’intera collettività. Sono proprio gli anziani che, grazie alla loro ricchezza morale e alla loro esperienza, costituiscono un importante sostegno per le famiglie italiane. Attraverso il servizio instaurato grazie a questa collaborazione, potremo ulteriormente rafforzarci nella nostra attività di supporto a queste persone per i problemi di natura sanitaria, esistenziali e inter-relazionali, che rappresentano il focus del nostro impegno quotidiano”.

Nel concreto la Questura di Perugia articolerà l’azione progettuale dedicata agli anziani attraverso i seguenti punti:

  • istituzione di un numero dedicato, NON di emergenza, attraverso il quale il richiedente può interfacciarsi con un operatore formato e richiedere informazioni in base alle proprie esigenze;
  • la possibilità di poter effettuare denunce-querele direttamente a domicilio nei casi di difficoltà a muoversi e di particolari emergenze e criticità;
  • la possibilità di poter realizzare e ricevere, sempre in caso di situazioni emergenziali, come ad esempio particolari cue da effettuare all’estero, il documento passaporto, direttamente a domicilio;
  • azioni informative e formative dell’anziano, realizzate attraverso dépliant e comunicazioni dirette, su come evitare truffe e raggiri riuscendo a riconoscere i comportamenti e gesti-segnale propri dei criminali del settore.
  • Nel corso delle prossime settimane partiranno, scaglionate, le successive aree progettuali.

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