Inchiesta sanità, processo Bocci, in aula per essere sentito

 
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Chiusa inchiesta procura di Perugia sui concorsi sanità Umbria

Inchiesta sanità, processo Bocci, in aula per essere sentito

Non ha voluto lasciate dichiarazioni al suo ingresso al tribunale penale di via XIV Settembre a Perugia. Gianpiero Bocci, ex segretario del Partito democratico ed ex sottosegretario all’Interno, si è limitato a dire: “Ho già detto tutto la prima volta. Basta”. Per Bocci, primo degli indagati dalla maxi inchiesta sulla sanità e dei concorsi truccati al Santa Maria della Misericordia, ha scelto il rito ordinario e questa mattina è entrato per essere sentito dal collegio presieduto dal giudice Carla Maria Giangamboni. Con lui i suoi legali, gli avvocati David Brunelli e Alessandro Diddi.

Gli avvocati Brunelli e Diddi hanno contestato il decreto di motivazione delle intercettazioni telefoniche che l’accusa vorrebbe utilizzare. “Nessuna – ha detto l’avvocato Diddi – riguarda l’utenza di Bocci e sono state acquisite quando non era neanche iscritto nel registro delle notizie di reato. Si stava indagando – secondo la difesa –  su un altro reato,  una presunta turbativa d’asta per un appalto dell’Ospedale di Perugia. Contestata anche l’attività di intercettazione ambientale degli uffici dell’ex direttore generale dell’ospedale, Emilio Duca, e  l’ex direttore amministrativo, Maurizio Valorosi, dimora privata per la quale era necessaria secondo la difesa la presenza di gravi indizi di reato.

“Il gip analizzato con grande attenzione al diritto di difesa – ha replicato il pm Paolo Abritti – siamo partiti dall’ipotesi di turbata libertà degli incanti indagando sulla dipendente della servizi associati poi con le intercettazioni si è aperto un nuovo scenario sulla rivelazione di tracce di concorsi pubblici e su questa nuova ipotesi abbiamo indagato anche con il trojan autorizzato dalla nuova disciplina. Il collegio giudicante si è riservato di decidere nella prossima udienza fissata per il 17 marzo 2020.


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