Giudice, rivelazioni di segreto d’ufficio, ma il gip rifiuta l’arresto

 
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Giudice, rivelazioni di segreto d’ufficio, ma il gip rifiuta l’arresto

Era il 19 giugno 2014 quando Giovanni Giudice, dirigente della polizia, e fino a pochi giorni fa a capo della Divisione anticrimine della questura di Perugia rivelò a Rocco Luca, finito in carcere con l’accusa di associazione mafiosa esterna, di aver verificato che sussiste un’indagine preliminare in mano alla Dda. E’ quanto riporta oggi la Nazione Umbria.

Rivelazioni di segreto d’ufficio e corruzione. Questi i reati contestati funzionario per aver messo la sua funzione di poliziotto al servizio degli imprenditori di Gela, in cambio di autovetture a prezzi stracciati, a soggiorni in hotel, pagati con la carta di credito della concessionaria e sconti consistenti per le case-vacanze.

Il Gico della guardia di finanza – è scritto – ha intercettato molti contatti tra i Luca e Giudice, verificato incontri “segreti” in concessionaria e controllato che gli accessi abusivi alla banca dati Sdi sarebbero stati eseguiti da personale già alle dipendente di Giudice in concomitanza con le chiamate dei Luca.

La procura per Giudice aveva sollecitato l’arresto ma il gip Antonia Leone ha rilevato la mancanza dell’attualità nelle contestazioni mosse anche a fronte della lontananza dalla Sicilia, confermando però la gravità del quadro indiziario. Giudice stato richiamato a Roma, e “messo a disposizione”, proprio in seguito all’indagine «Camaleonte» della Dda di Caltanissetta.

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