Frode del carburante, Olivi davanti al giudice, è un malinteso

Il giudice si è riservato la decisione all’esito degli altri interrogatori

Frode del carburante, Olivi davanti al giudice, è un malinteso

Frode del carburante, Olivi davanti al giudice, è un malinteso

PERUGIA – «Si tratta di un malinteso gigantesco» e i legali di Mauro Olivi lo hanno spiegato al giudice. E’ la frode del carburante per autotrazione dove l’imprenditore titolare della «Olivi gas» è finito in carcere per l’operazione della FinanzaGood Platts’ che ha portato all’arresto di altre 12 persone ((8 in carcere e 5 ai domiciliari) residenti in varie regioni d’Italia, individuati nell’indagine degli uomini delle Fiamme Gialle del colonnello Dario Solombrino.

«Il mio assistito, Mauro Olivi, ha detto al gip che lui ha sempre comprato carburante a chi glielo proponeva a prezzo minore e ha sempre pagato l’Iva». Olivi è difesa dall’avvocato Fernando Mucci insieme al al collega Francesco Blasi. Il legale commenta così il confronto del suo cliente col magistrato cui è stata avanzata l’istanza di scarcerazione o di sostituzione della misura cautelare in carcere con una meno afflittiva.

Il giudice si è riservato la decisione all’esito degli altri interrogatori. «Olivi – ha concluso il legale – ha detto al gip che da lui andavano 50 persone al giorno a proporgli di acquistare gas e carburante, non sapeva chi c’era dietro». Nell’ordinanza di custodia cautelare il giudice definisce Olivi al centro di «un ingranaggio fondamentale del meccanismo tramite il quale, viene immesso nel mercato umbro carburante a prezzo fuori mercato».

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