Gubbio ladri in fuga dopo il tentato colpo alla badia storica
Un audace assalto notturno contro il patrimonio ecclesiastico locale si è risolto in un nulla di fatto. Nelle prime ore del mattino di martedì 2 giugno, alcuni malviventi hanno preso di mira l’Abbazia di San Bartolomeo in Camporeggiano, una storica struttura situata all’interno del territorio diocesano di Gubbio. L’azione criminosa è stata interrotta bruscamente grazie all’arrivo improvviso di un residente della zona. Questo contrattempo ha costretto i responsabili a una ritirata precipitosa, abbandonando sul posto l’intera refurtiva già accumulata e pronta per il trasporto.
La scoperta della sventata sottrazione
L’allarme è scattato intorno alle ore 5:30 del mattino. Un membro della comunità parrocchiale si era recato nei pressi dell’edificio sacro con l’obiettivo di provvedere alla manutenzione delle aree verdi esterne, in vista di un imminente evento conviviale rionale. Al suo arrivo, l’uomo ha immediatamente notato evidenti segni di infrazione sulla porta della sacrestia. L’ambiente interno appariva completamente a soqquadro, confermando visivamente l’avvenuto raid vandalico. Secondo i primi rilievi effettuati dalle autorità, i ladri avevano inizialmente cercato di scassinare gli ingressi della vicina casa canonica, senza tuttavia riuscire a penetrare nell’abitazione. Successivamente, la banda ha concentrato i propri sforzi sugli accessi della sacrestia, abbattendo un infisso e provocando danni strutturali di notevole entità.
Il piano di fuga interrotto a Camporeggiano
Una volta all’interno dei locali, i soggetti hanno sistematicamente setacciato gli arredi, ammassando calici metallici, candelabri, antichi reliquiari e vasellame sacro destinato alle celebrazioni liturgiche. Il parroco del complesso, don Francesco Menichetti, ha confermato che i malviventi avevano raccolto meticolosamente ogni pezzo di valore economico e storico. I beni erano già stati stipati dentro uno scatolone di cartone, nascosto provvisoriamente all’esterno della struttura nei pressi di un contenitore per l’immondizia e mimetizzato sotto un telo di copertura. Di conseguenza, gli inquirenti ipotizzano che i ladri si fossero allontanati momentaneamente per recuperare un mezzo idoneo al trasporto dei pesanti oggetti. Il sopraggiungere del parrocchiano, avvenuto in quella frazione di tempo, ha scombinato i piani costringendo il gruppo criminale a dileguarsi nei boschi circostanti.
L’intervento dei carabinieri e il bilancio dei danni
I militari della locale stazione dei Carabinieri, allertati immediatamente dai responsabili parrocchiali, sono giunti sul luogo dell’evento per avviare le indagini e compiere i rilievi scientifici necessari. Insieme a don Menichetti e ad alcuni abitanti della frazione, le forze dell’ordine hanno eseguito una dettagliata verifica dell’inventario dei beni artistici e devozionali. Il controllo ha permesso di appurare con assoluta certezza che nessun oggetto mancava dall’appello originario. Pertanto, i danni materiali causati dall’effrazione ammontano complessivamente a diverse migliaia di euro, a causa delle pesanti forzature inflitte ai portoni in legno. Gli elementi emersi indicano che si sia trattato di un’operazione pianificata da soggetti esperti nel mercato clandestino delle opere d’arte sacra. La reazione della comunità locale si è espressa attraverso messaggi di solidarietà e di preghiera, ribadendo la centralità della badia come simbolo di unione e sforzo collettivo.

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