
(umbriajournal.com) FIRENZE – Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in una comunicazione al Consiglio regionale sulla vicenda Tav afferma: ”La mia fiducia nel direttore generale Antonio Barletta è ben riposta e completa. Le motivazioni di sollevare l’architetto Zita da responsabile Via sono state espresse in maniera autonoma dal Dg della presidenza Barletta. Zita, nonostante fosse stato richiamato a non farlo, è andato più volte oltre il suo ruolo e invadendo un campo prettamente politico”.
Rossi aggiunge ”Zita è stato poi contestato verbalmente da Barletta circa le modalità di gestione del nucleo gestionale di Via di cui era il coordinatore, per evitare che consentisse la partecipazione alle riunioni del nucleo a soggetti estranei, compromettendo la serietà e la serenità della valutazione”. In una lettera, ha ricordato ancora, ”Zita si è inoltre rivolto in maniera offensiva e all’amministrazione regionale tutta, mostrando una certa mancanza di equilibrio. Queste motivazioni sono più che sufficienti a motivare un atto dirigenziale autonomo che, per legge regionale, non ha bisogno di nessuna motivazione”.
Il governatore, Enrico Rossi, si assume tutta la responsabilità politica di questo atto dirigenziale, esprimendo al Dg il suo disappunto verso l’invadenza di Zita sul terreno della politica e riguardo ai ritardi che caratterizzavano la tenuta dell”ufficio. Infine Rossi ribadisce: ”a conferma della giustezza delle decisioni prese dal direttore generale di sollevare Zita dall’ufficio Via dopo 18 anni di permanenza in quel ruolo, vi è anche il fatto che ha lasciato aperti ben 24 procedimenti, di cui 15 avevano i termini di conclusione scaduti anche da anni. Questo – ha concluso – sebbene la legge preveda che i pareri Via debbano essere espressi e i procedimenti conclusi, entro 150 giorni”.

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