FIRENZE, PROCESSO MEREDITH, GIURIA SI RIUNISCE IN CAMERA DI CONSIGLIO. SENTENZA DOPO LE 20

Caso Meredith, la colpa è tutta della Polizia? Il SAP non ci sta
Raffaele Sollecito, Meredith Kercher, Amanda Knox
Raffaele Sollecito, Meredith Kercher, Amanda Knox
Raffaele Sollecito, Meredith Kercher, Amanda Knox

FIRENZE – La giuria del processo Meredith, alle 10,13, si e’ riunita in camera di consiglio. Il presidente Alessandro Nencini ha sottolineato che non uscirà prima delle 20. Prima si era detto intorno alle 17, poi alle 18. Una nuova verifica sull’orario sarà comunque compiuta dallo stesso cancelliere intorno alle 19.
L’udienza per il processo di appello bis che vede imputata Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa la notte fra l’1 e il 2 novembre del 2007 a Perugia si era aperta alle ore 9,30. In aula Raffaele Sollecito accompagnato come sempre dal papà Francesco e da altri familiari. L’udienza si  aperta con la difesa di Amanda.

Carlo Dalla Vedova uno dei difensori di Amanda Knox ha detto: “La consapevolezza dell’innocenza di Amanda oggi è granitica e ci permette di affrontare con serenità l’accusa”. Per Dalla Vedova, quella sera Rudy Guede entrò in casa dalla finestra, per rubare. L’abitazione era vuota e lui andò in bagno. A quel punto entrò Meredith. ”Rudy era ubriaco – ha concluso Dalla Vedova – A quel punto si innesta un cocktail di eccitazione e aggressione”. “Non e’ possibile – ha concluso l’avvocato – condannare una persona perché è probabile che sia colpevole”. Mentre per Luciano Virga, l’altro legale di Amanda Knox: “Inammissibile e infondata la richiesta di misure cautelari, deve essere assolta per difetto della prova, ovvero per l’assenza di Amanda, come anche di Raffaele Sollecito, sul luogo del delitto”.

Anche Patrick Lumumba oggi è a Firenze: “Amanda è un lupo travestito da agnello”. Così ha detto il giovane congolese accusato a suo tempo da Amanda per il delitto di Meredith che lo costrinsero a quindici giorni in carcere di cui tre in isolamento. Lumumba ha sottolineato che “quando è successo il delitto di Meredith, Amanda lavorava da me da circa un mese ma ho capito subito che non era professionale e si lasciava spesso abbordare dai clienti”. A chi gli domandava se non fosse sorpreso del comportamento di Amanda dalla notte del delitto in poi, ha risposto perentorio: “Non sono sorpreso. E’ una ragazza molto furba e ha saputo come muoversi con i giudici”.

“Sia sul piano indiziario che su quello della formulazione del ragionevole dubbio la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha un’autonomia valutativa tale da poter assolvere Amanda Knox”. Lo ha detto l’avvocato Luciano Ghirga, difensore di Amanda, concludendo la replica in aula durante l’ultima udienza del processo d’appello bis per l’omicidio di Meredith Kercher. “Siamo in attesa angosciante e seria della sentenza di merito”, ha aggiunto Ghirga.

I familiari di Meredith Kercher sono attesi a Firenze per la lettura della sentenza della Corte d’assise d’appello. Al palazzo di giustizia arriveranno la sorella e il fratello della studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 2007. Dell’arrivo di Stephanie e Lile ne ha dato conferma l’avvocato Francesco Maresca.

Raffaele Sollecito, accompagnato dal papà Francesco, lascia il tribunale di Firenze in taxi. Destinazione il loro albergo. Torneranno intorno alle 17, quando è prevista la sentenza.

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