Finti matrimoni a Terni tra italiani e donne straniere senza permesso di soggiorno

Per le spose è scattata la denuncia per violazione della normativa sul soggiorno ed avviato l'iter per l'espulsione

 
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Finti matrimoni a Terni tra italiani e donne straniere senza permesso di soggiorno

TERNI – L’indagine della Polizia di Stato, partita nello scorso mese di agosto, ha fatto luce su un giro di affari, messo in piedi da due uomini, di cui uno di nazionalità italiana e l’altro domenicano, legato a finti matrimoni di donne extracomunitarie, le quali, senza permesso di soggiorno, pagando una somma di circa 5 mila euro, regolarizzavano la loro posizione unendosi in matrimonio con compiacenti cittadini italiani.

A finire nella lente di ingrandimento sono stati 4 matrimoni, che hanno interessato donne di origine domenicana e che si sarebbero dovuti celebrare al Comune di Terni. L’indagine, condotta acquisendo inconfutabili elementi di riscontro, ha messo in evidenza che dietro i finti matrimoni vi era la mano di due uomini, il 50enne italiano S.G. ed il 46enne dominicano S.R.F, i quali avevano, in tal modo, avviato un discreto giro di affari, interrotto dalla Polizia di Stato.

E’ stato accertato che giovani ternani, in cambio di soldi — con somme che variavano dai 1.500 euro ai 2.500 euro — accettavano di unirsi in matrimonio a sconosciute donne domenicane, con la garanzia di ottenere il cosiddetto “divorzio breve” poco dopo.

I due artefici, a cui si rivolgevano le straniere per ottenere la regolarizzazione, si occupavano di reperire compiacenti mariti — individuandoli generalmente in uomini di giovane età in ristrettezze economiche. Non solo. Si adoperavano ad organizzare tutte le incombenze legate al matrimonio: da quelle burocratiche, accompagnando i nubendi presso gli uffici interessati; al reperimento di compiacenti testimoni alle nozze, laddove non erano loro stessi a svolgere tale ruolo; finanche a fornire indicazioni utili agli sposi al fine di sviare eventuali controlli di polizia fornendo una storia precostituita che potesse giustificare la scelta matrimoniale.

In tutti i casi, i matrimoni, per i quali si era dato corso alle prescritte pubblicazioni, non sono stati celebrati grazie all’intervento della DIGOS — guidata dal V.Q.A. Marco COLURCI – entrata in azione prima dell’inizio delle celebrazioni.

Grazie agli elementi acquisiti, gli investigatori hanno potuto ricostruire i reali rapporti fra gli sposi e i testimoni, denunciando gli organizzatori e le persone coinvolte alla Procura della Repubblica di Terni, per il reato di tentato favoreggiamento alla permanenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale. Per le spose è scattata la denuncia per violazione della normativa sul soggiorno ed avviato l’iter per l’espulsione.

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