FESTIVAL GIORNALISMO, SI FARÀ A PERUGIA, SENZA SOLDI PUBBLICI

Festival del giornalismo,
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Festival del giornalismo, Arianna Ciccone

PERUGIA – Il Festival internazionale del Giornalismo si farà, ancora a Perugia, almeno per il 2014. Si farà senza fondi pubblici ma con gli sponsor, Tim ed Enel su tutti, e con il crowdfunding, le offerte dei singoli cittadini, quelle che vengono definite erroneamente donazioni “dal basso”, come se nella geometria sferica della rete esistessero punti cardinali. I centomila euro sono quelli che Regione, Comune e Camera di Commercio locale avevano assicurato lo scorso anno e che sarebbero stati in grado di raddoppiare per la prossima edizione, come annunciato dagli assessori Bracco e Cernicchi, in risposta al guanto di sfida gettato dall’organizzazione.

 

L’annuncio da parte di Arianna Ciccone e Chris Potter, ideatori del Festival, ha avuto toni meno melodrammatici rispetto al primo, anche se alla fine una lacrima ad Arianna è spuntata. Per commozione e per eccesso di tensione: il crowdfunding presumibilmente centrerà il suo obiettivo, forse prima dei tre mesi, ma resta comunque un salto nel buio o quantomeno nella penombra. Si è fatta pace con l’assessore al Comune, Cernicchi, che ha assicurato la più ampia disponibilità dei servizi citttadini, meno con l’assessore regionale Bracco. Nel rifiutare i finanziamenti pubblici, Ciccone e Potter hanno impacchettato e restituito anche i proventi degli sponsor cosiddetti istituzionali.

 

Molte le città che si erano offerte in alternativa a Perugia, alcune con portafogli ben più gonfi di quelli perugini, Roma e Bologna in primis (con l’assessore felsineo Lepore si era andati oltre l’incontro rituale), e ancora la Regione Sardegna, San Marino, Torino, Napoli, Bari. Alla fine è rimasta Perugia, definita da Potter una location ideale per il festival, grazie a un centro storico raggomitolato in poche centinaia di metri, con le sue sale storiche e i suoi mille angoli suggestivi. Appuntamento, dunque, di nuovo in Umbria dal 30 aprile al 4 maggio dell’anno venturo. Con un occhio, e ogni tanto due, al contatore.

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