Fausto Cardella, procuratore generale di Perugia, è andato in pensione

 
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“Educare alla legalità”, al procuratore Fausto Cardella il Grifo Città di Imola

Fausto Cardella, procuratore generale di Perugia, è andato in pensione

Fausto Cardella, procuratore generale di Perugia, è andato in pensione dopo 43 anni trascorsi in magistratura. Il 25 maggio è stato l’ultimo giorno con la toga. Cardella è protagonista di alcune delle inchieste più importanti della recente storia italiana. La Nazione Umbria nei gironi scorsi ha riportato una sua intervista.

“L’indagine che non riuscirò mai a scordare? Quella sulla strage di Capaci. Dal punto di vista professionale è stato come correre in Formula Uno per la qualità del rapporti e le cose che ho imparato. Dopo Capaci niente è stato più come prima” ha detto al quotidiano il magistrato.

Cardella è poi soffermato sulla figura di Falcone. “Gli devo anche un pranzo – ha ricordato -, che non ho fatto in tempo a ricambiare. Man mano che il tempo passa emerge la grandezza della sua figura e del suo pensiero”. Del dibattimento del processo Pecorelli, Cardella ha spiegato di ricordare in particolare “l’esame e il controesame di Tommaso Buscetta fatto con Coppi. E’ stata una delle esperienze professionali più interessanti della carriera”. Ha anche seguito il caso di Luigi Chiatti e il rapimento di Augusto De Megni,

«L’Umbria non è affatto un’isola felice, anche se resta una regione con una qualità della vita superiore» – ha detto Cardella -. Sull’Umbria Cardella nell’intervista a La Nazione ha detto che «il degrado della vita e l’aumento della criminalità sono arrivate anche qui, seppur in misura minore. Quello che fa la differenza tra l’Umbria e altre regioni è un’amministrazione pubblica migliore», aggiungendo poi che «il cittadino protesta ma sostanzialmente nelle strutture pubbliche ha fiducia e non ha paura di trovarsi il mafioso dentro il comune. Poi i rischi di infiltrazione ci sono dappertutto, anche qui. Soprattutto in questo momento: dobbiamo stare particolarmente attenti per il rischio di usura e di infiltrazioni, data la crisi economica conseguente al virus». La sua carriera iniziata a Marsala e si è conclusa a Perugia.

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