Famiglia di Nicola Romano contesta l’archiviazione del caso
La famiglia di Nicola Romano, il giovane trovato morto il 17 agosto 2013 in un appartamento di via Mater Dei a Perugia, continua a contestare la versione ufficiale della sua morte. Secondo gli inquirenti, il decesso sarebbe stato causato da un’overdose, ma i familiari non hanno mai accettato questa ricostruzione e sostengono che il giovane sia stato ucciso.
Pochi giorni prima della morte, Romano aveva parlato con una donna con cui sembrava avere una relazione. In una conversazione, aveva espresso timore nei confronti di alcune persone, facendo riferimento a individui armati di coltelli e dichiarando di non volerli incontrare da solo. Per la famiglia, queste parole confermerebbero che il giovane fosse minacciato da qualcuno con cui aveva avuto contatti in passato.
Dopo una prima archiviazione, il caso era stato riaperto dalla Procura generale di Perugia, ma la nuova inchiesta si è conclusa nuovamente con l’archiviazione, disposta nei giorni scorsi dal GIP. La sorella, Maria Chiara, e la madre, Terry, contestano questa decisione, sostenendo che diversi elementi non siano stati adeguatamente considerati. Tra questi, la posizione del corpo al momento del ritrovamento, il foro dell’iniezione sul braccio destro quando Nicola Romano era destroso, la siringa senza ago trovata accanto a lui e la quantità di sostanza rilevata nel sangue, giudicata insufficiente per provocare la morte.
La famiglia aveva chiesto ulteriori accertamenti, tra cui la riesumazione del corpo per un nuovo esame autoptico, richiesta respinta in quanto ritenuta non determinante. Sono state sollevate anche preoccupazioni riguardo a reperti riconsegnati ai familiari e da loro conservati, mentre altri risulterebbero scomparsi o distrutti.
In un post pubblico, Maria Chiara Romano ha denunciato presunte negligenze nelle indagini, dichiarando: “La sola verità è che siamo indignate”. Nonostante la seconda archiviazione, la famiglia non intende arrendersi e continua a chiedere nuove verifiche sul caso.

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