Espulso albanese da piazza Grimana dopo mesi di terrore

Espulso albanese da piazza Grimana dopo mesi di terrore

Rimpatriato a Tirana il 34enne che seminava paura

Espulso albanese – È stato rimpatriato in Albania il cittadino 34enne protagonista di una lunga scia di violenze, minacce e disordini in piazza Grimana, cuore del centro storico di Perugia. L’uomo, di origini albanesi e già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti penali, è stato accompagnato coattivamente alla frontiera dopo un provvedimento di espulsione emesso dalla questura. Il rimpatrio è avvenuto tramite un volo partito dall’aeroporto San Francesco d’Assisi con destinazione Tirana, ponendo così fine a una situazione che da mesi generava allarme tra residenti e commercianti della zona.

L’escalation definitiva si è verificata il 17 maggio, quando il 34enne, già visibilmente ubriaco, ha aggredito con una sedia due baristi – padre e figlio – colpevoli di avergli negato un’ulteriore birra. L’episodio si è verificato mentre in zona si teneva una manifestazione pubblica, rendendo necessario l’intervento congiunto di polizia, carabinieri e polizia locale. Da quel momento, nel giro di pochi giorni, l’uomo è stato arrestato tre volte.

Gli agenti dei carabinieri, sollecitati più volte dai cittadini esasperati, hanno svolto un ruolo centrale nel contenimento della situazione, affiancati dal lavoro dell’Ufficio Immigrazione della questura. Il questore Dario Sallustio, valutata la pericolosità del soggetto, ha disposto anche un Daspo Willy che vietava l’accesso a qualunque esercizio pubblico, bar incluso, sull’intero territorio provinciale.

Espulso albanese

Nonostante ciò, l’uomo aveva continuato a creare disagi. Nel secondo arresto, ad esempio, si era ripresentato in strada a distanza di meno di un’ora dalla decisione del giudice, iniziando subito a insultare i passanti nei pressi di un bar. Non era la prima volta che la sua presenza creava panico tra gli abitanti del quartiere. Secondo quanto emerso, spesso in stato di alterazione dovuta all’alcol o all’assunzione di stupefacenti, avrebbe anche molestato una giovane donna e reagito con violenza nei confronti delle forze dell’ordine intervenute per fermarlo.

L’uomo, già noto per reati contro il patrimonio, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di sostanze stupefacenti, si era trasformato nel simbolo di un disagio diffuso, che aveva compromesso la vivibilità dell’area di piazza Grimana e corso Garibaldi. La sua attività illecita includeva anche lo spaccio, avvenuto in più occasioni nei pressi dei locali frequentati da giovani e studenti.

La situazione ha portato i residenti a moltiplicare le segnalazioni alle autorità, preoccupati per l’incolumità propria e dei loro familiari. Alcuni di loro, pur riconoscendo un probabile disagio psichiatrico nell’uomo, ritenevano l’espulsione come l’unico strumento realmente efficace per ripristinare la tranquillità.

La questura ha definito il 34enne un soggetto “concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”, valutazione che ha giustificato l’avvio della procedura accelerata di rimpatrio. L’iter è stato concluso con la collaborazione del personale del posto di polizia di frontiera e delle autorità aeroportuali, che hanno provveduto all’accompagnamento diretto fino al volo per Tirana.

Il provvedimento di espulsione rappresenta l’atto finale di una vicenda complessa, che aveva trasformato una delle zone simbolo della città in uno spazio percepito come insicuro. Residenti e titolari di esercizi pubblici, per mesi sottoposti a un clima di tensione costante, hanno espresso sollievo per l’esito della vicenda, auspicando che non si tratti di una soluzione temporanea, ma dell’avvio di un presidio più duraturo del territorio.

Espulso albanese

Piazza Grimana, area ricca di storia e frequentata da universitari e turisti, era stata ingiustamente associata a episodi di degrado e microcriminalità, a causa del comportamento del 34enne. Le autorità locali hanno ribadito la volontà di restituire alla zona la sua dimensione di luogo accogliente e sicuro, anche attraverso una più stretta vigilanza delle forze dell’ordine.

L’espulsione segna dunque una tappa significativa nelle politiche di sicurezza urbana messe in atto a Perugia, in particolare, scrive Egle Priolo su Il Messaggero, nel centro storico, dove il contrasto alle situazioni di marginalità violenta resta una priorità. La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, in questo caso, si è rivelata decisiva nel determinare un intervento risolutivo da parte della pubblica amministrazione.

Nel frattempo, i residenti osservano con attenzione la situazione, pronti a tornare a segnalare eventuali criticità, ma per ora respirano un clima nuovo, fatto di maggiore serenità e di quella quotidianità che per troppo tempo era stata compromessa.

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