Disavventura aerea, volo dirottato e nessuna assistenza a terra
Una vacanza da sogno a Lampedusa si è trasformata in un incubo al momento del ritorno per una coppia di ultrasettantenni di Foligno. Quello che doveva essere un tranquillo viaggio di rientro si è tramutato in un’odissea durata dodici ore, tra ritardi aerei, cambi di scalo improvvisi e una totale assenza di assistenza. Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo, spingendo la coppia a chiedere giustizia. La vicenda, ricostruita anche con l’aiutodi una giornalista di Foligno, è arrivata sul tavolo dell’agenzia di viaggi che ha gestito la prenotazione, la quale ha prontamente inviato una lettera di reclamo formale al tour operator responsabile del volo.
Il percorso di andata e il soggiorno sull’isola sono trascorsi senza intoppi. I problemi sono iniziati la sera della partenza, quando il volo da Lampedusa, previsto per le 19:50, ha accumulato un ritardo significativo, decollando solo alle 23:10. Ma la sorpresa più grande è arrivata in volo: poco prima dell’atterraggio, i piloti hanno annunciato che la destinazione non sarebbe stata l’aeroporto di Perugia, come previsto, ma quello di Roma Fiumicino, dove sono atterrati intorno all’una e mezza del mattino. Il tutto senza che i passeggeri avessero ricevuto alcuna comunicazione preventiva, né a terra né in volo, sul cambio di rotta.
Una volta a Fiumicino, il caos. La coppia, visibilmente stanca e con difficoltà motorie, si è trovata completamente abbandonata. Nessuna informazione, nessun punto di riferimento. Soltanto un addetto dello scalo si è palesato per un breve istante, radunando una sessantina di passeggeri confusi, per poi scomparire nel nulla. Di fronte a una tale situazione di totale abbandono, senza sapere se fosse in arrivo un pullman o se avessero diritto a un hotel, i due anziani hanno preso una decisione drastica e sofferta: hanno scelto di tornare a casa a proprie spese, ingaggiando un taxi che li ha riportati a Perugia alle 5 del mattino.
Il disagio è stato amplificato dalla consapevolezza che all’aeroporto di Perugia, che nel frattempo aveva chiuso i battenti per la notte, i loro familiari erano rimasti ad attenderli invano, senza ricevere alcuna comunicazione sul dirottamento del volo. Ma le difficoltà non si sono limitate alla gestione del post-atterraggio. Il volo stesso è stato un’esperienza sgradevole: i passeggeri sono stati invitati a sedersi in un modo particolare per bilanciare il peso, e il corridoio dell’aereo era così stretto da rendere difficile il passaggio. Questo senso di precarietà ha contribuito a rendere il viaggio ancora più traumatico.
L’intera vicenda ha messo in luce una profonda carenza di professionalità da parte della compagnia aerea, che ha lasciato i passeggeri nel limbo, senza un’adeguata assistenza. La coppia, tornata a casa provata dall’esperienza, ha trovato immediato supporto nella propria agenzia di viaggi, che ora chiede non solo il rimborso per le spese sostenute per il taxi, ma anche un risarcimento per il grave disagio emotivo e fisico subito. Un calvario che ha macchiato il ricordo di una vacanza che doveva essere serena. Ora, la speranza è che questo reclamo possa servire a evitare che altre persone si trovino a vivere un’esperienza così difficile e umiliante.

Commenta per primo