Digiuno per Gaza: la sanità italiana prende posizione contro il genocidio
Medici, infermieri e operatori sanitari di tutta Italia si uniscono in un gesto simbolico e concreto per denunciare la crisi umanitaria in corso e ribadire che l’etica della cura non può convivere con la violazione dei diritti umani.
Insieme a migliaia di medici, infermieri, farmacisti e altri operatori sanitari, dell’Umbria e d’Italia, oggi mi sono unita all’appello #digiunopergaza, la giornata nazionale di digiuno indetta dal personale della sanità che risuona come una chiara e inequivocabile presa di posizione, etica e professionale, di fronte al genocidio in corso a Gaza.
Questa è un’emergenza umanitaria che richiede anche una risposta concreta dalle istituzioni sanitarie. L’elenco delle denunce è lungo e drammatico: attacchi sistematici ai civili, che troppo spesso restano senza medicine e senza cure; la fame utilizzata come mezzo di guerra; bombardamenti su ospedali e scuole; bambini feriti e uccisi senza pietà.
Personalmente e come Presidente della Regione Umbria, non smetterò mai di dire che tutto ciò non può lasciarci indifferenti, lo ripeto con gesti emblematici come l’esposizione della bandiera Palestinese fuori dalla nostra sede o con azioni umanitarie concrete, come l’accoglienza di bambini e famiglie provenienti da Gaza.
E con il digiuno, il gesto silenzioso che oggi è anche un modo per sostenere chi, pur tra enormi difficoltà, continua a restare accanto alle persone: penso alle ONG mediche e ai professionisti che non abbandonano il campo, che curano con le poche cose che hanno a disposizione e che con la loro presenza testimoniano ciò che sta accadendo a Gaza, ricordandoci quanto sarebbe disumano voltarsi dall’altra parte.
Ancora una volta non ci siamo voltati dall’altra parte, lo abbiamo fatto in modo corale, ciascuno con un semplice click alla piattaforma di adesione e magari impugnando anche un cartello con su scritto “Digiuno contro il genocidio a Gaza”, a dimostrare che ci siamo sempre, contro la guerra e in nome della Pace. Ringrazio con il cuore tutti i sanitari umbri che hanno aderito all’iniziativa dimostrando che chi lavora ogni giorno nei presidi sanitari riconosce che l’etica della cura è incompatibile con la violazione sistematica dei diritti umani. La vostra voce e il vostro impegno sono un faro di umanità.

se il piddi di cui la signora fa parte, fosse stato al governo e quindi eterodiretto dai burattinai globali, avrebbe fatto tutto ciò???? ho forti dubbi, magari mi sbaglio, ma mi piacerebbe avere la contro prova.