Denunciati oltre mille furbetti del Reddito di Cittadinanza

 
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Denunciati oltre mille furbetti del Reddito di Cittadinanza

Denunciati oltre mille furbetti del Reddito di Cittadinanza

Ci sono altri 598 furbetti del reddito di cittadinanza denunciati in Umbria. Lo riporta oggi il Corriere dell’Umbria a firma di Alessandro Antonini specificando che nel 2021 quasi 600 esposti alla Procura, che si aggiungono ai 415 assegni revocati nei primi tre mesi dell’anno direttamente dall’Istituto nazionale di previdenza sociale. Gli irregolari al momento sono 1.013 nell’anno in corso. La notizia è confermata dallo stesso Inps, direzione regionale dell’Umbria.

Sono quattromila le erogazioni indebite stimate dall’Inps all’8 aprile scorso – scrive il quotidiano. Su queste le autorità stanno compiendo accertamenti anche grazie ai dati dell’anagrafe nazionale della popolazione residente. Una volta scovate le violazioni normative, vengono inviati esposti alle Procure di riferimento. Oltre mille casi sono stati scoperti e denunciati. C’è il penale per la violazione della legge speciale dell’Rdc.

Le violazioni riscontrate sono tra le più disparate. I fuori legge vengono perseguiti per mancanza del requisito di residenza decennale, ma anche per discordanze nel nucleo dichiarato rispetto a quello presente in anagrafica o anche per dichiarazione di canone di locazione inesistente.


Per alcuni “furbetti” il reddito di cittadinanza ha rappresentato un assegno sicuro che è stato percepito, malgrado l’assenza dei requisiti, avendo dichiarato false condizioni patrimoniali o lavorative. In tale modo gli indebiti percettori hanno inoltre causato  un ingente “danno erariale”. Nei giorni scorsi i carabinieri di Terni avevano individuato nove percettori del reddito che non avevano i requisiti idonei per ricevere il reddito di cittadinanza, sia per aver dichiarato falsamente la composizione del nucleo familiare, sia per non avere il requisito della residenza in Italia da almeno dieci anni.

A seguito di attività ispettiva “mirata”, svolta dal personale delle Stazioni Carabinieri e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, è stato possibile riscontrare, nel comune di Terni, che due percettori di reddito di cittadinanza erano stati impiegati in attività lavorativa “in nero”, eludendo così l’obbligo di comunicazione dello stato lavorativo all’INPS, che ne ha disposto immediatamente la revoca. Nel medesimo contesto, sono state sottoposte a provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale le due società che avevano alle dipendenze i due percettori di reddito di cittadinanza sorpresi al lavoro “in nero”.

In un piccolo comune della provincia di Terni è stato possibile riscontrare in seno ad un nucleo familiare la presenza di un componente percettore di reddito di cittadinanza, che tuttavia era recluso da mesi presso un istituto di pena (per gravi reati contro la persona). Da ulteriori accertamenti è risultato che un percettore del sussidio, di fatto uno pseudo-imprenditore che aveva svolto delle attività lavorative in provincia di Terni, pur risultando “nullatenente” e senza fissa dimora, era in realtà amministratore e liquidatore di sei società e proprietario di una settima società detentore di quote pari ad euro 30.000,00.

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