Criminalità organizzata, Mafia, in Umbria infiltrazioni di Ndrangheta e Camorra

Umbria, Commissione Antimafia, via libera all'istituzione dell'osservatorio regionale

In Umbria non c’è una criminalità mafiosa che controlla il territorio, ma infiltrazioni di ‘Ndrangheta e Camorra sono presenti in provincia di Perugia. La seconda anche parzialmente in provincia di Terni. Solo le indicazioni emerse dalle audizioni tenute negli ultimi due anni dalla commissione del consiglio regionale sulla criminalità organizzata (presieduta da Paolo Brutti, Idv) e riproposte stamani nell’incontro alla Sala dei Notari. Presenti all’incontro la presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ed il prefetto di Perugia, Antonella De Miro.
L’Umbria per la disabitudine a fronteggiare il fenomeno criminale mafioso, possa – è messo in risalto nella relazione – non avere gli anticorpi giusti per evitare che la criminalità organizzata si infiltri acquisendo patrimoni di vario genere e designando questa piccola regione a svolgere soprattutto il ruolo di “lavatrice” di denaro sporco, destinata al riciclaggio. Il pericolo che corre l’Umbria – è sottolineato è che il suo sistema istituzionale, sociale ed economico sottovaluti il pericolo delle infiltrazioni malavitose. Da qui la necessità di agire anche sulla giovani generazioni per favorire l’acquisizione della cultura della legalità.

Il settore della droga prima di tutto, dove l’attività delle organizzazioni criminali a vari livelli è più massiccia, specialmente – come evidenziato dalla commissione regionale – sulla piazza di Perugia, dove operano anche mafie albanesi, nigeriane e maghrebine, in collegamento con le principali organizzazioni criminali italiane. Cocaina ed eroina arrivano sul mercato locale da Colombia e Nordafrica, dopo essere state scaricate, ad esempio, in grandi porti italiani.

Le organizzazioni criminali specializzate nello spaccio hanno stabilito una sorta di “controllo” di alcune zone della città. “Questo fatto – scrive la commissione nel suo rapporto – pone in assoluto rilievo la necessità di riconquista del territorio da parte della società legale, accompagnata da una robusta opera di repressione delle forze dell’ordine e dalla riacquisizione, da parte dell’amministrazione comunale, della conoscenza della popolazione realmente presente in città”.

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